di M. To.
Bipartisan. Nel senso che ce n’è per tutti. Una botta di qua e una di là. Senza tanti complimenti. Le questioni dell’ambiente, dell’incenerimento dei rifiuti e del Css (il combustibile solido secondario) fa registrare nuove e, violente, prese di posizione.
M5S vs Nevi «Le abbiamo viste tutte nel corso di questi anni – attacca il Movimento 5 Stelle di Terni – vedere però Raffaele Nevi di Forza Italia, un ternano del principale partito di opposizione, sostenere in consiglio regionale una posizione favorevole l’incenerimento dei rifiuti è andato oltre ogni nostra previsione». Così, per cominciare.
L’affondo Perché poi i ‘grillini’ insistono: «Non è bastato al consigliere Nevi veder umiliata e calpestata la sua terra con la costruzione di tre inceneritori. Non è bastato vedere l’inceneritore Asm chiuso dalla magistratura nel 2007 con l’accusa di gravi reati ambientali. Non è bastato, nel corso di questi anni, vedere un vero e proprio avvelenamento nei confronti della propria comunità, per fargli cambiare posizione. Al contrario ha apposto la propria firma sulla mozione che chiede di permettere l’incenerimento del combustibile solido secondario nei cementifici e nelle centrali termoelettriche dell’Umbria. Centrali termoelettriche come l’inceneritore Aria Spa di Terni».
Le lobby Secondo il M5S «quando le lobby chiamano la politica risponde. In maniera bipartisan la strada dell’incenerimento appare ormai segnata come unica soluzione proposta da una classe politica incapace di progettare un futuro diverso. Forza Italia è cerimoniere della definitiva cancellazione di Terni dalla carta politica dell’Umbria attuata dal Partito Democratico. La stessa opposizione fantasma attuata a Terni in 5 anni di governo Di Girolamo si rispecchia in Consiglio regionale»
Comitato vs Rometti Le notizie relative al dibattito in consiglio regionale in merito alla produzione del Css, dice invece il comitato ‘No inceneritori’ di Terni, «ci portano a ribadire che questa sarebbe l’ennesima falsa soluzione che riconduce di nuovo i rifiuti alla produzione di energia e non, come dovrebbero, finalizzati al recupero e riciclo».
La differenziata «Le stesse affermazioni dell’assessore Rometti, in merito al minor impatto della combustione di Css in impianti industriali in sostituzione degli attuali – insiste il ‘No ionceneritori’ – lasciano purtroppo il tempo che trovano, trattandosi concretamente di una ‘sostituzione’ di emissioni inquinanti, e comunque rimarrebbe il problema generato dal fatto che se l’interesse continua ad essere l’incenerimento sotto mentite spoglie, quando ridurremo l’indifferenziato? Peraltro la riduzione è una misura che le stesse normative europee e nazionali pongono ai primi posti della gerarchia del trattamento dei rifiuti, e solo all’ultimo posto l’incenerimento».
Gli interessi Chi sostiene il Css, dice il comitato, «ne parla come di una soluzione temporanea, senza peraltro indicare tempi e modi, come se per i cementifici umbri e l’inceneritore di Terni quello del Css non fosse già un affare, vista la sua qualifica End of Waste che lo pone fuori dalle regole e vincoli territoriali imposti ai rifiuti e alla loro libera commercializzazione. Continuare a sostenere questa soluzione, che non risolve nulla nella gestione dei rifiuti ma anzi manterrebbe in vita l’opzione incenerimento, indica interessi chiari che godono di forte rappresentanza nelle istituzioni umbre».
