di Fabio Toni
Nessuna conseguenza per la salute, stando ai tecnici. Ma fastidi e disagi sì, soprattutto per chi abita nei pressi delle industrie ‘incriminate’. L’indagine sulle emissioni di odori nelle zone industriali del Narnese, condotta da Arpa, Provincia di Terni e Politecnico di Milano, evidenzia una situazione complessa nell’area compresa fra San Liberato e Nera Montoro.
Nera Montoro e San Liberato In quest’area, la relazione conclusiva parla di «impatto olfattivo non trascurabile, a causa soprattutto dell’impianto di depurazione dell’Alcantara che incide su un’ampia zona circostante». Un contesto su cui pesano anche le emissioni dell’azienda Scb, caratterizzata comunque da una bassa frequenza di funzionamento. A far tirare un sospiro – è il caso di dirlo – di sollievo ai residenti di Nera Montoro e San Liberato è il fatto che – stando all’indagine Arpa-Politecnico – «la direzione dei venti fa sì che l’impatto riguardi soprattutto zone scarsamente popolate». Pochi ma sfortunati, insomma.
Narni Scalo Qui la situazione, condizionata in larga parte dalla presenza della Sgl Carbon, appare leggermente migliore. Tanto che la relazione conclusiva sottolinea un «impatto olfattivo ridotto». Dal modello emerge come altri due punti ‘a rischio’ come l’azienda Tarkett e il depuratore comunale, «hanno un impatto circoscritto alle aree immediatamente adiacenti agli impianti, con esclusione della porzione più ampia della popolazione».
La presentazione I risultati dell’indagine sono stati introdotti dal direttore del dipartimento di Terni dell’Arpa, Adriano Rossi, che ha evidenziato come l’agenzia «è impegnata, oltre che sui controlli, anche ad offrire un contributo essenziale alla soluzione dei problemi ambientali». Presenti anche gli assessori Alfonso Morelli (ambiente, comune di Narni) e Fabrizio Bellini (ambiente, Provincia di Terni). Il dettaglio dello studio e i risultati sono stati illustrati da Caterina Austeri di Arpa e da Laura Capelli del Politecnico di Milano.
