Tra giugno e luglio si è svolto il monitoraggio di 13 strutture per anziani accreditate Asl Umbria2, – per un numero di posti letto che varia da un minimo di 4 ad un massimo di 90 – sulla sicurezza, i comfort, le informazioni e i costi di accesso a strutture accreditate.
Il metodo Il gruppo di monitori civici, già volontari del tribunale per i diritti del malato, ha condotto gratuitamente la rilevazione sul territorio ternano, con una metodologia fondata sui principi dell’empowerment e della partecipazione civica. Le principali aree esplorate hanno riguardato l’accesso alle informazioni, l’attenzione e la cura al paziente anziano, l’accessibilità e più in generale il comfort offerto dalle strutture ed aspetti organizzativi orientati al rispetto delle persone.
I costi In un territorio colpito anch’esso dall’invecchiamento demografico della popolazione, spiega Alberto Marucci, referente del monitoraggio, «si evince come sul totale delle strutture considerate, meno del 20% è in grado di ospitare oltre 50 persone anziane». Tuttavia «nel periodo della rilevazione, la metà delle strutture disponeva di alcuni posti letto». I costi di permanenza nelle strutture «oscillano da un minimo di 2 mila e 400 euro, fino ad un massimo di 2 mila e 600 euro. Quote che, solo in alcuni casi, non sono totalmente a carico dei familiari».
Il personale medico Ad eccezione di una sola struttura, «tutte le altre – aggiunge Marucci – possiedono una procedura per i reclami e all’interno di 11 strutture su 13 sono partecipi associazioni di volontariato che espletano diverse attività di supporto. In forme diverse ma sufficientemente chiare, sono presenti opuscoli, carta della qualità per informare i famigliari sugli aspetti della struttura e registro degli incidenti». È pienamente presente il personale medico, infermieristico e ausiliario «o almeno questo è quanto emerso durante la visita dei monitori civici».
I comfort Particolare attenzione viene riservata al comfort «con possibilità di arredare l’ambiente con piccoli accessori personali», spiega ancora il referente del monitoraggio. «Tutte le strutture passano a pieni voti per la presenza di sistemi d’allarme nelle camere, servizi igienici idonei e arredi curati per gli assistiti nel locali comuni. Nel 25% delle strutture non è presente la tv in camera. Solo tre strutture dispongono di materassi antidecubito, mentre negli altri casi viene riferito l’uso solo al bisogno. Trasportatori e sollevatori per persone non autosufficienti sono sempre disponibili per il 50% delle strutture osservate, la percentuale restante segnala di risolvere i casi specifici all’occorrenza. Stessa soglia di valore per la presenza di una palestra attrezzata per attività riabilitativa o piccoli esercizi».
La dieta Risulta una positiva attenzione «nella presenza di programmi socio-ricreativi e assistenziali personalizzati, oltre ad una particolare attenzione nella variazione del menù con duplice possibilità di scelta se l’assistito è a dieta libera», va a consludere Alberto Marucci. «La frequenza media del cambio di biancheria personale e del letto è stabilita in almeno una volta al giorno con una soglia che tende ad aumentare secondo specifiche esigenze igieniche».
La soddisfazione delle famiglie Dai dati raccolti è emerso, infine, che il personale delle strutture frequenta un corso di formazione per migliorare le competenze comunicative, almeno una volta l’anno, così come tutte le strutture procedono ad un’indagine di ‘Customer satisfaction’ rivolta ai famigliari degli assistiti, per verificare il grado di soddisfazione della struttura.
