teatro verdi (foto Rosati)

Il milione e 200 mila euro di finanziamenti europei destinati alla seconda città dell’Umbria erano per strutture immediatamente fruibili. Ed evidentemente il Verdi non lo è. Chiuso da una vita, senza che ci siano ancora le idee chiare sul suo destino, i due ormai ex assessori alla Cultura (Giorgio Armillei) e all’Urbanistica (Francesco Andreani), avevano inserito il teatro in lista tra i beni di Terni finanziabili nell’ambito di Art bonus ma senza che vi fosse un progetto di ristrutturazione condiviso: «Anche l’iter progettuale ha i suoi costi» spiegò Andreani. Già, la gara internazionale di cui non si sa ancora nulla, tanto che pure la Fondazione Carit ha recentemente lanciato un messaggio: «Aspettiamo un progetto».

Teatro Verdi fuori da circuito degli attrattori culturali finanziati dall’Europa Terni è piccola e la gente mormora, così l’assessore alla Cultura Tiziana De Angelis, prima che la polemica possa sfuggirle di mano, chiarisce: «In merito ai finanziamenti europei, tramite Regione, per gli attrattori culturali, ci siamo mossi seguendo le normative comunitarie, cioè la possibilità di finanziare esclusivamente i progetti esecutivi per strutture immediatamente fruibili. Abbiamo quindi dato priorità alla riattivazione dei teatri di posa del Cmm, in particolare al teatro A che sarà reso fruibile per 400 spettatori, strutture che continuano ad essere attrattive e che a giugno ospiteranno una produzione internazionale. Investiremo inoltre sull’innovazione tecnologica della Bct, sull’Anfiteatro e complessivamente sul Sistema museale. Si tratta di interventi mirati, con un esito progettuale  e una tempistica ben definiti, in maniera tale da rientrare nei parametri della rendicontazione europea. Si tratta di un ottimo risultato complessivo da parte del Comune di Terni che grazie alla sua capacità progettuale e al suo rapporto sinergico con la Regione è riuscito ad ottenere una cifra consistente che si consentirà di intervenire in maniera produttiva sui contenitori culturali di Terni».

L’assessore alla cultura Tiziana De Angelis Situazione ben diversa per il Verdi, rispetto al quale Palazzo Spada già lo scorso agosto aveva parlato di un avvio dei lavori molto vicino, oltre a comunicare la modifica del Rup. La nuova data di avvio lavori per il cantiere da 2,9 milioni, di natura esclusivamente strutturale, è fissata a marzo: «Il teatro sicuramente rappresenta per questa amministrazione una priorità – spiega ancora la De Angelis -, ma la cifra di un milione e 200 mila sarebbe stata nettamente insufficiente per andare al recupero definitivo della struttura. Sul Verdi ci stiamo muovendo su altri canali di finanziamento, ad iniziare da quelli ministeriali e regionali. Non stiamo comunque con le mani in mano: a marzo partiranno i lavori per  2 milioni e 900 mila euro per la torre scenica e la copertura e la messa in sicurezza dell’intero teatro. Si tratta per un milione e mezzo di finanziamento regionale e di un milione e 400 mila euro di fondi comunali reperiti tramite un mutuo con la cassa depositi e prestiti». Sull’argomento è intervemnuta l’associazione Terni città futura: «Risulta ingiustificabile e assurdo che a distanza di anni, per il Teatro Comunale non esista ancora non solo un progetto ma neanche una idea progettuale (ricordiamo la ormai stucchevole discussione tra polettiano e moderno) e da mesi sembra ormai scemato ogni dibattito politico cittadino. A fronte di cotanto immobilismo chissà quali e quanti altri finanziamenti regionali ed europei continueremo a perdere nell’attesa che questa amministrazione si decida di concentrarsi seriamente sul problema».

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