di Mas.Col.
Passa anche per Terni l’operazione di lancio dell’ultimo singolo di Stefano D’Orazio, l’ex leader dei Vernice, storica band di culto degli anni ’90 che spopolò anche al Festivalbar con i successi ‘Su e giù’ e ‘Quando tramonta il sole’ e che poi si dissolse nel tempo. In questi giorni infatti D’Orazio sta promuovendo ‘Non posso stare senza te’, il terzo singolo tratto dall’album ‘Ci vediamo all’inferno’.
Ritorno in scena D’Orazio, dopo un lungo periodo di assenza dalla scena musicale, ritorna con la stessa energia del passato, tante cose da dire ma soprattutto la voglia di regalare ancora al pubblico tante belle emozioni. Il cantante, nato il 25 novembre di 48 anni fa, ha scelto quest’anno di festeggiarsi così, circondato dal calore dall’amore dei fan che, in questi suoi dieci anni di latitanza, non hanno mai smesso di amarlo e sostenerlo. Un titolo semplice per il singolo, in promozione radiofonica dal 30 ottobre scorso con etichetta discografica Rgb, carico di sentimento autentico.
Romanticismo «Non posso stare senza te – spiega D’Orazio – è uno di quei brani che un attimo prima non esiste e un attimo dopo è già canzone. Sgorga direttamente dall’anima e dà voce alla disperazione di chi rendendosi conto che sta perdendo quello che di più caro ha al mondo è disposto a fare qualunque cosa per recuperarla. In momenti così più che pensare, senti, vibri, soffri. Sei disposto a tutto, ti poni all’altro senza più difese, coperto solo da profonda sincera umiltà. E così come la sofferenza in quei momenti è incalzante e crescente, così lo è il ritmo e la musica di questa canzone che restituisce tutta la dignità al bisogno di amore. E’ una canzone vera perché in fondo scopre la fragilità di ciascuno di noi».
Testo autobiografico Un testo fortemente autobiografico come anche gli altri nove brani dell’album, presentato nel corso del live , per il quale D’Orazio sceglie un titolo forte e indicativo e una cover originale che racconta a fumetti il difficile percorso dell’uomo. «Ci vediamo all’inferno – spiega – raccoglie in musica la storia della mia vita prima e dopo il successo. In questi anni posso dire, senza ombra di dubbio, di essere scivolato all’inferno. Ho guardato negli occhi il diavolo e ho visto di me quello che mai avrei voluto vedere. Oggi ne sono fuori anche se i segni sono ancora tutti lì sulla mia pelle e non smettono di far male. Il passato però è andato e quel che conta ora è solo il presente e la voglia che sento di stare di nuovo sul palco, tra la gente e quest’album ne è un po’ la conferma».
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