È pronto a lavorare fino a fine mandato il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e ha già dettato la linea in un documento programmatico fornito a tutti i consiglieri di maggioranza; un dossier nel quale non ha mancato di accusare la struttura tecnico-amministrativa di «rilevante inefficienza». Questo passaggio del primo cittadino ha fatto infuriare la Fp-Cgil: «Nella situazione di sfascio totale in cui versa questa amministrazione, tentare di scaricare le responsabilità su dirigenti, funzionari e tecnici è un atto di assoluta viltà politica».

Di Girolamo Il sindaco, sottolineano dal sindacato, vorrebbe addossare la colpa del degrado a dipendenti, uomini e donne che da tempo anche a causa di un prolungato blocco del turnover e di pensionamenti, continua a ripartire i propri carichi di lavoro. «Come si può pensare che l’impossibilità di riparare uno scaldabagno in una scuola materna, o sostituire una semplice maniglia in una scuola dell’infanzia per mancanza di fondi possa essere responsabilità di chi gestisce una pratica. Cosa dire invece di gare di appalto effettuate al massimo ribasso, che stanno determinando una situazione igienico sanitaria da terzo mondo in alcune strutture comunali ed un impoverimento del personale che opera nelle pulizie? Difficile pensare che amministrazioni che hanno avuto una straordinaria continuità politica nel Governo della Città, non abbiano grandi responsabilità sulle condizioni economiche in cui versa l’ente».

Nuovo piano di riequilibrio «È ormai abitudine di questa amministrazione – concludono – scaricare le responsabilità su altri soggetti. La vicenda del ricorso al Tar, che la Cgil ha avanzato, è storia nota. In quel caso toccò a noi essere accusati di sabotaggio e disfattismo, solo perché abbiamo inteso difendere un servizio pubblico che attiene alla salute come le Farmacie Comunali, forse unico caso in Italia che invece di essere una risorsa, anche economica, creava debiti. E poi si arriva al Piano di riequilibrio finanziario, al fondo di rotazione. Chissà se invece, visto la stato dell’arte e soprattutto la confusione politica in cui versa l’Amministrazione, non sia il caso di interrompere questo accanimento terapeutico?».

I Cinque stelle «Il Pd, che governa quasi ininterrottamente dal dopoguerra, riesce a dare la colpa a tutto ed a tutti, fuorché a se stesso – denuncia il M5s -. Persino le indagini della Magistratura sono presentate come ‘piaghe’ generate dalla congiunzione astrale, anziché come epilogo prevedibile. Ma il passaggio più ignominioso è quello in cui si addossano le colpe sui lavoratori del Comune, in quanto causa di una «rilevante inefficienza della struttura tecnico-amministrativa», cui i solerti amministratori non hanno potuto porre riparo con le «riforme della macrostruttura». Sembra di sentir parlare Cadorna che, dopo Caporetto, andava dicendo che la colpa era dei soldati che non combattevano con convinzione. Siamo schifati, sinceramente schifati, dalla meschinità con cui il Pd tenta di autoassolversi buttando la croce addosso agli altri».

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