Nell’eseguire gli sfratti, gli ufficiali giudiziari non potranno avvalersi del supporto delle forze dell’ordine. Almeno fino alla fine di gennaio. Ufficialmente la decisione viene collegata alle «esigenze di controllo e sorveglianza del territorio, con diverse attività già programmate per le prossime festività». Traspare però anche una volontà di allentare la pressione, almeno temporaneamente, su quello che è un vero e proprio dramma sociale, legato spesso e volentieri alle crisi che attanagliano il territorio.
Emergenza La decisione è emersa nell’ultimo comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto Gianfelice Bellesini, in cui – fra le altre cose – è stato affrontato il delicato tema dell’emergenza-casa. L’organismo ha preso atto delle norme introdotte di recente, relative in particolare alla cosiddetta ‘morosità incolpevole’.
Il patto Sul fronte della sicurezza, il comitato ha dato vita ad una ‘cabina di regia’, coordinata dalla prefettura e composta dai rappresentanti di regione, provincia, comune e forze dell’ordine. L’obiettivo è quello di elaborare i contenuti di un accordo di cooperazione in materia di sicurezza urbana integrata. «Vogliamo ‘fare sistema’ – ha spiegato il prefetto – riconducendo le attività di tutti i soggetti istituzionali ad un disegno unitario e condiviso di innalzamento dei livelli di sicurezza e vivibilità della città».
La Regione Oltre al presidente della provincia, al sindaco e ai rappresentanti delle forze dell’ordine, al tavolo era presente anche l’assessore regionale Fabio Paparelli che ha sottolineato come nell’ambito del programma regionale integrato per la sicurezza urbana, appena approvato dalla giunta regionale, i patti per la sicurezza dei capoluoghi e quelli integrati siano «lo strumento principe che la regione intende valorizzare al fine di garantire una sempre maggiore sicurezza ai cittadini». In particolare, ha aggiunto Paparelli, «è di prossima pubblicazione un bando che garantirà una prima tranche di risorse finalizzate all’implementazione delle videosorveglianze nonché al miglioramento del decoro urbano e della vivibilità cittadina».
