di Francesca Torricelli
Lunedì mattina, a palazzo Spada, il circolo di ‘Sinistra ecologia e libertà’ ha illustrato «alcuni appunti e riflessioni, per un nuovo progetto di partecipazione e decentramento a Terni. Lo presenteremo, poi, formalmente all’assessore al decentramento e al presidente del consiglio comunale, in quanto, non avendo consiglieri comunali, non possiamo presentare atti formali».
Avviare un percorso «La nostra – spiega Luciano Zara, coordinatore del circolo Sel di Terni – è una sollecitazione ad avviare un percorso di ascolto nella città, perché dal maggio 2014, con il rinnovo dei consigli comunali, non potranno essere rinnovati i consigli di circoscrizione. La legge nazionale vieta i consigli di circoscrizione per le città al di sotto dei 200 mila abitanti e quindi Terni perderà questo strumento».
Una storia Uno strumento che è cambiato nel corso degli anni. «Dai vecchi consigli di quartiere senza capacità di intervento e di spesa, ai consigli di circoscrizione, che sono poi diminuiti di numero e funzioni. Crediamo, però, che sia stato uno strumento importante per una crescita democratica e civile della città. Il suo percorso negli anni è stato quello di aumentare i processi di decentramento amministrativo, ma tenendo presente il livello di partecipazione dei cittadini. Noi crediamo quindi che l’amministrazione comunale, in ritardo su questo, perché avrebbe dovuto avviare un percorso di ascolto già da diversi mesi, debba fare uno sforzo per capire qual’è il progetto da presentare alla città in sostituzione dei consigli di circoscrizione».
Un ritorno al passato? «Noi non pensiamo che un semplice ritorno al passato sia possibile, ripristinando i vecchi consigli di quartiere che non avrebbero poteri deliberativi, ma solo consultivi e propositivi, in un contesto completamente di verso da quello degli anni 70 quando l’esperienza è partita. All’ora i consigli di quartiere nacquero sulla spinta della richiesta di partecipazione della società complessiva. Nascevano gli istituti di partecipazione nelle scuole, nei consigli di fabbrica e quindi nacquero anche quelli legati al governo delle città. Oggi la situazione è completamente diversa, quindi ritornare al passato in un contesto diverso, secondo noi, è molto difficile».
Una rete partecipativa «Noi pensiamo ad una cosa da sperimentare, ovviamente, puntando al decentramento di alcune funzioni, come quelle all’anagrafe o la presenza dei vigili urbani nei quartieri. Dall’altro lato, sul fronte della partecipazione, pensiamo di rilanciare alcuni strumenti che sono previsti già nel regolamento, come le consulte e inoltre avere un punto di riferimento per le consulte e per il rapporto con i cittadini, nell’aula del consiglio comunale. A nostro avviso, un ruolo importante dovrebbero averlo le associazioni, i circoli convenzionati con il comune, per costruire una nuova rete partecipativa».
