Consiglio comunale (foto archivio Rosati)

di M.R.

«Un lavoro lungo è stato fatto per giungere alla delibera – attacca Piacenti D’Ubaldi – commissioni, audizioni, una discussione ampia sul tema delle partecipate perché considerato strategico per il Comune, ma anche per la città tutta». E certo, la questione è delicata e coinvolge tanti soggetti diversi, così come tanti interessi. Ma un dato, fornito dal presidente Giuseppe Mascio in apertura, fa riflettere: a forza di discutere, l’assemblea consiliare e tutti i tavoli di commissione aperti dall’inizio dell’anno sono costati la bellezza di circa 90 mila euro, di fatto mille al giorno. Come dire, visto che il tema è caldo, alla faccia della razionalizzazione.

Piacenti «In molti settori, le partecipate completano le funzioni amministrative dell’ente. La delibera e quindi il piano redatto, non costituisce l’atto conclusivo della partita, ma anzi di apertura. Non possiamo dimenticare scenari nazionali ed europei. Il piano di razionalizzazione si rende effettivamente necessario perché spesso c’è un’abbondanza, un uso eccessivo dello strumento delle società partecipate; ad ogni modo – prosegue l’assessore – Terni è stata considerata  tra le più virtuose città in questo senso. La nostra proposta mira al benessere delle partecipate che poi equivale al benessere dell’amministrazione. Favorire la crescita dimensionale delle partecipate è il nostro principale obiettivo soprattutto per quelle realtà che detengono quote nel mercato dei servizi pubblici».

La spaccatura I processi di privatizzazione previsti però per Asm e Asfm spaventano i lavoratori, tra i sindacati e anche presso alcuni membri di maggioranza: Ricci e Bencivenga hanno dichiarato voto contrario. Il M5s sostiene che l’apertura ad una privatizzazione è un contravvenire alle tutele del bene pubblico e alla difesa dei cittadini e chiede con un atto di abbandonare qualsiasi percorso rivolto in questa direzione. Il gruppo Fdi e An, con un altro atto ha richiesto gli esiti dell’incontro tra Comune, altri soci di partecipate indirette e Regione Umbria,  come strumento per prendere le decisioni.  I love Terni ha richiesto i piani strategici di tutte le aziende per capire fino a che punto le linee guida inserite nel piano della Giunta siano tese alla salvaguardia delle stesse.

Pd Più corposo l’atto esposto a nome del gruppo Pd, con il quale si chiede alla giunta di attivare un percorso di confronto con il Consiglio e la Commissione competente per l’esame dei piani delle singole società per determinare di volta in volta le scelte; ritenere imprescindibile la permanenza della maggioranza del capitale sociale in capo al Comune; compiere una verifica sistematica degli asset e delle partecipazioni nelle società controllate; salvaguardare e sviluppare l’occupazione delle società interessate; effettuare tutte le verifiche necessarie, sotto il profilo giuridico, delle azioni previste dal piano.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.