di Marco Torricelli
La segnalazione arriva da un lettore: «Andate a dare un’occhiata in via Rossini, verificate come hanno ‘disegnato’ le strisce pedonali, i parcheggi e quale considerazione si abbia per i portatori di handicap».
Lo scivolo Uno arriva lì e, alla prima occhiata, non sa se arrabbiarsi o mettersi a ridere. Poi pensa a chi deve muoversi su una sedia a rotelle e la voglia di ridere passa subito: intanto perché lo scivolo, dal marciapiede alla strada, è praticamente attaccato ad un albero e ad un lampione, uno davanti all’altro, che metterebbero in evidente difficoltà un disabile in carrozzina. Ma questo non è ancora niente.
Il tombino Sullo scivolo fa bella mostra di sé un tombino che, appare chiaro, renderebbe disagevole la salita di una carrozzina (il tombino non è liscio, ovviamente) spinta solamente con la forza delle braccia di un portatore di handicap che non possa contare sull’aiuto di qualcuno. Ma poi arriva il pezzo forte.
Le ‘zebre’ Agli scivoli; soprattutto su strade cittadine ad alta percorrenza e, come nel caso di via Rossini, a rischio perché spesso le auto viaggiano a velocità non proprio tranquillizzante; corrispondono degli attraversamenti pedonali, ma (la foto è chiara), in questo caso, scivolo e ‘zebre’ pedonali sono, semplicemente, disassati e proprio in mezzo allo scivolo stesso c’è la striscia che delimita un parcheggio per le auto.
L’accesso Scendere da quel marciapiede, insomma, per un disabile in carrozzina diventa davvero difficile e, soprattutto, pericoloso. Anche perché significherebbe sbucare in strada da dietro una macchina o, peggio, un furgone. E poi basterebbe che chi lascia il proprio mezzo ‘sconfini’ di pochi centimetri, per bloccare senza scampo i disabili.
