Le socie-lavoratrici di Aidas

di M. To.

Saranno dieci, ma non saranno da sole. Perché se la decisione di iniziare uno ‘sciopero della fame’ è presa, alle socie-lavoratici della cooperativa Aidas arrivano manifestazioni di solidarietà – e soprattutto adesioni – destinate a dare alla loro forma di protesta una valenza nazionale.

La Uil Dopo quella del segretario ternano della Uil, Gino Venturi e quella di Marco Cotone, segretario regionale della Uil Fpl, infatti, arriva l’annuncio di Giovanni Torluccio, che del sindacato di categoria della Uil è il segretario generale nazionale: «Sarò al fianco delle donne dell’Aidas e anch’io farò lo sciopero della fame insieme a loro». Notizia che ha dato ancora maggior convinzione alle dieci socie-lavoratrici: «Avremmo iniziato anche da sole – dicono – ma questo segnale di solidarietà ci dà ancora più forza».

Lo sciopero Dalla prossima settimana, insomma – il giorno esatto non è ancora stato deciso perché si è in attesa, tra l’altro, del possibile incontro con il prefetto – la lunga e complessa querelle relativa alla cooperativa sociale farà un salto di qualità, peraltro anticipato nel corso della manifestazione di lunedì scorso, destinato a non passare inosservato.

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Le richieste Le lavoratrici di Aidas – alcune di loro non percepiscono gli stipendi da più di un anno – oltre che chiedere le proprie spettanze, vogliono «che il commissario governativo, Silvia Volpini, ci faccia capire come sta lavorando, visto che è quello che speravamo facesse, per difendere gli interessi di chi, come noi, da anni ha dimostrato di pensare più alla crescita di questa cooperativa che al proprio tornaconto».

Il commissario Da parte sua, il commissario Silvia Volpini, si è limitata ad una stringata nota, nella quale afferma che  il suo obiettivo «è semplicemente quello di salvaguardare, per quanto possibile, il patrimonio sociale e umano di una realtà imprenditoriale» e che «le risorse allo stato disponibili verranno destinate, nel rispetto dei vincoli imposti dalla procedura di concordato, ai creditori di Aidas e, tra questi, a quei dipendenti che sono da molto tempo in attesa di ricevere quanto di loro spettanza».

L’Agci La vicenda dell’Aidas, dice il presidente dell’Associazione generale cooperative italiane, Eugenio De Crescenzo, «sembra non trovare pace e l’Agci Umbria ritiene prioritario rappresentare e tutelare i soci lavoratori, unici titolari dei diritti derivati dalla produzione svolta in tanti anni di impegno e professionalità, e utilizzare tutte le energie possibili per il rilancio della cooperativa attraverso un utilizzo coerente del patrimonio e delle competenze».

L’ambiguità Secondo De Crescenzo, che si mette «a disposizione del commissario e della base sociale per studiare eventuali soluzioni per rilanciare una sana gestione e una qualità del lavoro», sarebbe opportuno «sciogliere l’ambiguità della presenza di una parte dei soci in due cooperative concorrenti; ripristinare un flusso di cassa che permetta l’erogazione degli stipendi e un rientro progressivo del pregresso; attivare una valorizzazione del patrimonio e delle autorizzazioni di posti letto»;