A difesa delle cucine nelle scuole scatta anche la petizione. È nata spontaneamente per iniziativa di alcuni genitori ed è stata subito appoggiata dal Comitato servizi educativi comunali (Cosec), la raccolta firme lanciate da alcune mamme e papà pronti ad alzare le barricate a tutela della preparazione dei pasti all’interno delle scuole sia statali che comunali.
Petizione a difesa delle mense Nel documento che circola da lunedì tra le famiglie dei bimbi che usufruiscono del servizio di refezione scolastica si chiede «l’abbandono di ogni ipotesi che preveda la dimissione delle cucine in loco; la sospensione di ogni iter in corso per la predisposizione del nuovo capitolato e d’appalto; e l’immediata apertura di un tavolo paritetico permanente composto da amministratori, autorità competenti e famiglie per approfondire la questione e definire le linee guida per la riorganizzazione dei servizi e del nuovo capitolato di gara».
Barricate per le cucine a scuola In questo senso viene bocciata sia l’impostazione definita la scorsa settimana dalla giunta «che nel percorso inclusivo riconosce alle famiglie soltanto il ruolo di tribuni», sia «l’approccio dell’amministrazione basato esclusivamente sul principio del massimo risparmio, nonostante i dati caricati sul portale dell’ente risalgano al 2012 e attualmente non risultano ancora elaborati i costi analitici del servizio di refezione scolastica». Con la petizione, mamme e papà ribadiscono la netta «contrarietà a soluzioni che prevedano la chiusura delle cucine in loco sostituendo il cibo cotto e mangiato con quello trasportato».
M5s: «Rebus costi e personale» Sulla delicata vicenda è intervenuto nelle ultime ore anche il M5s di Terni: «Nonostante le richieste – scrive Angelica Trenta – non ci viene fornita la quantificazione del debito del Comune nei confronti di All Foods, la società che gestisce l’appalto del cibo trasportato, così come mancano i dati dei costi disgregati dei singoli pasti utili a capire la convenienza tra il cibo trasportato e quello cotto in loco. Nulla – prosegue la consigliere a Cinque stelle – viene detto in relazione al futuro del personale del Comune impegnato nelle mense su cui l’assessore al bilancio ha proposto il graduale pensionamento o lo spostamento in altre mansioni senza però chiedere nulla ai diretti interessati».
