Roberto Fabrini

di Marco Torricelli

Piaccia o no, loro vanno avanti così. Il turismo, anche in futuro, sarà nel nome di San Valentino. E gli eventi collegati al nome del santo si continueranno a fare ‘in economia’. Anche perché di raccattare qualche sponsor non se ne parla.

Le certezze E così, in sede di consuntivo, mentre viene confermato che il Comune non ha sforato dai 41 mila euro di spesa preventivati, si è tenuto a precisare che dal santo patrono e protettore degli innamorati – questo accostamento, peraltro, è poco chiaro in giro per il mondo – non si prescinderà nemmeno sotto tortura e che sarà bene rassegnarsi – o festeggiare, dipende dai gusti – a veder riproposti «con gli aggiustamenti che ci consiglierà l’esperienza», gazebo e casette.

Gli amministratori «Possiamo essere soddisfatti dell’andamento della manifestazione nel suo complesso e riteniamo che la via intrapresa quest’anno possa essere riproposta anche in quelli successivi»; mentre l’assessore al turismo, Roberto Fabrini, spiega che «nella settimana di San Valentino, dal 9 al 16 febbraio, vi è stato un significativo incremento sia di arrivi che di presenze nelle varie strutture ricettive. Nel sistema alberghiero l’aumento è stato del 28,96% negli arrivi e dell’8% nelle presenze; nell’extra alberghiero l’aumento è stato del 37% negli arrivi e del 43,6% nelle presenze, rispetto al periodo corrispondente del 2012».

Altri numeri Non molti, per la verità, ma solo un po’. Intanto la conferma che «nei quattro giorni di Cioccolentino si sono registrate 90 mila presenze» e che il Not Official San Valentino – che ha elevato lo standard qualitativo medio della manifestazione – ha sfiorato le 3 mila. Senza dimenticare i 1.700 podisti della maratona intitolata al santo: è anche e soprattutto grazie a loro ed ai loro accompagnatori che le stanze negli alberghi si sono riempite.

Il coordinamento Altra cosa certa, garantisce Fabrini, è che «si farà l’ufficio a cui sarà affidato il coordinamento tra gli assessorati e le associazioni». Così, magari, si eviteranno le ‘scivolate’ tipo quella del conflitto tra la mostra di Dalì (migliaia di visite, non una parola su di essa) e quella dei pittori irakeni: «Ma soprattutto si potranno ottimizzare ancor meglio le risorse a disposizione». E la mitica Fondazione San Valentino? Il sindaco taglia corto: «Credo proprio che debba essere sciolta».

Il Giappone Qualcuno dice tre, altri giurano di averne contate addirittura otto. Comunque sia, le coppie di innamorati giapponesi che hanno deciso di promettersi eterno amore davanti al santo protettore, non hanno fatto la fila. Ma verso il paese del sol levante si continua a guardare con grande attenzione, anche se «effettivamente – conferma Di Girolamo – fino ad oggi grandi ritorni non ne abbiamo registrati». Lui, intanto, il 3 maggio sarà a Kobe (pagandosi le spese «di tasca mia», tiene a precisare) per l’inaugurazione del parco, intitolato a San Valentino e nel quale verrà collocata una statua in bronzo, raffigurante la maternità, opera di Aurelio De Felice e messa a disposizione dal nipote Pericle.

Le associazioni Un coro di apprezzamenti, al new deal valentiniano, arriva dalle associazioni che, a vario titolo, vi hanno preso parte. Con una particolarità, collegata proprio al Giappone ed a Kobe: «Nella stazione ferroviaria della città – racconta Romilda Mastracchio, presidentessa del Centro culturale valentiniano, abbiamo allestito un info-point che ha fatto registrare un notevole afflusso di visitatori, 1.500 dei quali hanno scritto dei messaggi dedicati a San Valentino e stiamo lavorando per fare in modo che un centinaio di loro, l’anno prossimo, possano venire a Terni proprio durante le manifestazioni».

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