di Mar. Ros.

Tentativo di mediazione tra maggioranza e opposizione sulle consulte di partecipazione territoriale, ma oltre al fatto che in seno al Pd ci sarebbero diversi mal di pancia, anche il M5s non sembra poi così d’accordo: il ritorno delle ex circoscrizioni, o l’arrivo di uno strumento simile a quelle, non è più così scontato, soprattutto perché corre voce che il sistema in discussione costi 120 mila euro, ma non c’è nulla di ufficiale.

Consulte di partecipazione territoriale Come noto i primi due tentativi di approvazione della vecchia proposta sono andate a vuoto, l’ultimo per una manciata di voti, ma quando lunedì sera si è concretizzata la terza chance nell’aula del consiglio comunale, in cui bastava la maggioranza semplice, c’è stato il colpo di scena; è mancato cioè il numero legale e la partita è, come dire, momentaneamente sospesa. Martedì mattina in commissione statuto e regolamento però, si è scoperto che all’attenzione dei consiglieri c’è una nuova proposta elaborata dal Partito democratico sulla scia di quanto contestato dai grillini ad una prima stesura.

Ex circoscrizioni Dalla votazione numero due, in verità, è trascorso un anno e mezzo ma molti ricorderanno qual era il nodo della questione posta dai Cinque stelle: gli esponenti del Movimento si erano detti contrari ad un sistema che prevedesse la nomina dei membri degli organismi territoriali e avevano spinto perché le consulte si formassero tramite elezioni, rendendosi disponibili a condividere con la maggioranza tale modello. Per tutta risposta, il Pd una nuova proposta di regolamento l’ha elaborata ma la priorità di tutto l’emiciclo è ‘operazione a costo zero’. Secondo quanto si vocifera però, recarsi alle urne per eleggere i membri delle consulte di partecipazione potrebbe costare 120 mila euro. «Attendiamo il parere tecnico – ha detto il dem Michele Pennoni – se costasse anche solo un euro, il partito non accetterebbe» . La replica di Thomas De Luca (M5s): «Fate una proposta a costo zero».

Commissione statuto e regolamento Ora, in linea di massima il vecchio regolamento, alla prossima terza votazione dovrebbe essere respinto, nel frattempo i Cinque stelle mettono le mani avanti: «La nuova proposta è del Pd – dichiara De Luca – la posso votare ma non la sottoscrivo». Tra i vari battibecchi politici non è però esclusa la terza via, ovvero la possibilità che il presidente di commissione Franco Todini (lista civica il Cammello) proponga ai commissari   di ripensare ex novo il ruolo, le funzioni e quindi anche il regolamento delle consulte. Per il momento comunque, prima di tutto si attende il parere tecnico dei dirigenti sui costi di eventuali elezioni.

@martarosati28