di M. To.
Forse il rimpallo di responsabilità è finito e quelle luci, allo svincolo ‘Terni nord’ del raccordo stradale che collega con Orte, potranno essere finalmente riaccese. E si è pure capito – nel corso del vertice organizzato dal prefetto Bellesini – che la responsabilità principale, se sono rimaste spente tanto a lungo, sia da addebitare agli uffici comunali.
Le lettere Davanti al prefetto, per la verità, il funzionario comunale presente ha, più o meno, ripetuto che non c’era nessuna convenzione o presa in consegna da parte del Comune di Terni, ma poi sono spuntare fuori le lettere: con una, datata 13 settembre 1982, infatti, l’allora sindaco di Terni, Giacomo Porrazzini, dichiarava l’impegno di «prendere in consegna per la manutenzione e l’esercizio» l’impianto di illuminazione»; mentre dall’Anas, il 23 febbraio del 1984, si comunicava a Comune di Terni e Asm che «dal 10 febbraio l’impianto è consegnato per la manutenzione e l’esercizio». E tutto è stato chiaro
Il vertice Ma nel corso dell’incontro – c’erano Anas, Asm, Comune di Terni e ‘Italia nostra’ – è stato anche confermato che l’impianto luminoso, saltato da cinque anni, oggi è pressoché inutilizzabile a causa dell’assoluta mancanza di manutenzione, che spettava appunto al Comune. tanto che l’Asm ha già approntato una bozza di nuovo e moderno progetto in collaborazione con Anas, assicurando minori consumi elettrici, accresciuta intensità luminosa e miglioramento della sicurezza stradale.
A primavera? Dato che Anas, dice il presidente ternano di ‘Italia nostra’, Andrea Liberati, «ha ancora una volta ribadito la disponibilità a supportare finanziariamente pro quota tale progetto, a valere sul bilancio 2014, è probabile che, tra fine inverno e inizio primavera, le luci possano essere di nuovo accese, restituendo quel minimo di decoro che dovrebbe contraddistinguere la porta principale di accesso alla città». Poi Liberati rifila una stilettata al Comune di Terni: «Ora che si è stabilito definitivamente di chi siano gli obblighi, oltre a un necessario mea culpa, dovrebbe stanziare urgentemente le risorse necessarie. E speriamo che stavolta effettui correttamente la necessaria manutenzione periodica degli impianti».
L’Anas Il presidente di ‘Italia nostra’, poi, si affida all’ironia: «Non capita tutti i giorni che un’associazione come la nostra sia riconoscente ad Anas, ma stavolta le si deve dare atto che aveva ragione». Liberati, poi, spiega che «se si riuscirà a risolvere questa piccola controversia, gravida tuttavia di potenziali pericoli per gli automobilisti, lo si deve all’intervento straordinario del prefetto, Gianfelice Bellesini, e del vice prefetto, Vincenzo Romano, ai quali avevamo richiesto di esercitare i poteri sostitutivi».
