di Marco Torricelli
Differenziata, sì. Ma intanto ritardata. Almeno di un mese. L’ordinanza del 10 gennaio scorso – con la quale in sindaco stabiliva che dal 1° febbraio, nelle zone del Comune di Terni servite dal servizio di raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti, i condomini con più di 4 utenze dovranno effettuare la raccolta differenziata tramite bidoni condominiali – ha buone possibilità di slittare. Magari se ne riparla a marzo, come minimo.
La minaccia Contro l’ordinanza erano insorti gli amministratori di condominio, minacciando un ricorso al Tar, contestando «la mancanza un confronto preventivo» e denunciando come «incredibile il fatto che si preveda una sanzione, a nostro carico, che può raggiungere i 480 euro, nel caso in cui un condominio non rispetti le regole». E ricordando che non ci sarebbe stato «il tempo materiale per organizzare le assemblee in tutti i condomìni in cui si potrà avviare la procedura». A loro, peraltro, era arrivata la solidarietà di Matteo Bressan, presidente del Club della libertà-Libera Italia di Terni, che invitava a «rivedere drasticamente l’entrata in vigore dell’ordinanza e stabilire criteri differenti».
L’assessore Luigi Bencivenga, l’assessore delegato, che ha incontrato i tecnici dell’Asm in previsione del nuovo confronto con gli amministratori di condominio, programmato per venerdì 25, smorza i toni: «Probabilmente c’è stato un problema di comunicazione – dice – o di comprensione. È ovvio – spiega – che le eventuali sanzioni non potranno essere a carico dei singoli amministratori, ma dei condomìni che, se il personale Asm dovesse verificare il non rispetto dell’ordinanza, sarebbero chiamati a risponderne». Multe da dividere in base ai ‘millesimi’, insomma.
Un numero esiguo Poi, però, l’assessore precisa: «Spero sia chiaro a tutti che, da parte nostra – prosegue Bencivenga – c’è solo la volontà di rendere la raccolta differenziata un valore aggiunto comune. Ricordo, peraltro, che questa ordinanza interesserebbe un massimo di 21 condomìni – per una parte dei quali sappiamo già che, per oggettivi problemi logistici, sarebbe di difficile attuazione e che potranno essere esentati – mentre l’esperienza è già in atto, e con risultati incoraggianti, in altri 45». Si stanno valutando, spiega «proprio quelle situazioni nelle quali la raccolta differenziata condominiale non sarebbe praticabile e gli amministratori saranno i primi a saperlo».
Il rinvio Resta il fatto che il 1° febbraio è ormai molto vicino: «Ne siamo assolutamente consapevoli – dice l’assessore – e credo che, facendo uso di buon senso, nessuno vorrà andare ad un muro contro muro. Noi, di certo, no ed è per questo che dico che quella data non va identificata come un termine ultimativo». Insomma si può ipotizzare un rinvio: «Penso, per esempio, che concedere un mese di tempo in più, per organizzare le assemblee nei condomìni, non rappresenterebbe un problema grave. Quello che a noi interessa è di poter applicare un’ordinanza che va negli interessi generali della città, ma vogliamo farlo con il consenso dei cittadini e delle categorie professionali».
