Anna Rita Cosso, Cittadinanzattiva Umbria

di F.T.

Più controlli diretti. Svolti anche dai cittadini e dai volontari delle associazioni impegnate nella tutela dei più deboli, oltre che dai familiari delle persone ricoverate. Un monitoraggio ‘diffuso’ e organizzato, che può essere attuato riprendendo quel filo interrotto nel 2010, cioè fino a quando l’intesa tra Asl e CittadinanzAttiva ha permesso ai volontari dell’associazione e del Tribunale dei diritti del malato, ad essa legato, di verificare la qualità delle strutture presenti sul territorio. Un protocollo chiuso bruscamente dalla Asl «per motivi economici». Anche se costava poco più di 2.500 euro l’anno.

«Rilanciare i controlli» Oggi CittadinanzAttiva, per voce della segretaria regionale Anna Rita Cosso, torna a proporre con forza quel modello, facendo leva sulle vicende riguardanti Villa Maria Luisa e su una regione dall’età media sempre più alta. «Episodi come quello di Terni – spiega – impongono scelte radicali e controlli sistematici. Le associazioni come la nostra, al pari dei sindacati che seguono da vicino le problematiche della terza età e degli invalidi, devono essere coinvolte. Oggi più che mai, vista la crescita esponenziale delle strutture per anziani in tutta la regione». Da circa due mesi, quelle affiliate all’Acradu (associazione cristiana residenze anziani e disabili dell’Umbria) possono contare su un rapporto privilegiato con CittadinanzAttiva, grazie alla convenzione sottoscritta lo scorso maggio dal presidente di Acradu Luciano Viscioletti e dalla stessa Anna Rita Cosso.

Il protocollo ‘cassato’ nel 2010 dall’allora Asl4, consentiva ai volontari di accedere alle strutture per anziani per promuovere iniziative di socialità, verificando al tempo stesso il rispetto delle convenzioni sottoscritte con la Asl. In particolare sulla qualità dei servizi erogati (cibo e strutture in primis). «In questo contesto – spiega la segretaria regionale di CittadinanzAttiva – è importante capire quanto le cooperative sociali investono su formazione e motivazione del personale. Parliamo di lavori usuranti, è vero, ma certi atteggiamenti sono assolutamente intollerabili».

L’assegno di cura CittadinanzAttiva, anche per voce del commissario ternano Gabriele Silvestri e di due rappresentanti del tribunale dei diritti del malato come Massimo Ampollini e Giovanni Fontanelli, chiede di riaprire il dibattito sul cosiddetto ‘assegno di cura’: «la Regione – spiegano – fino ad ora ha preferito un’impostazione basata sulla cooperazione sociale che, va detto, rappresenta un’importante fonte di lavoro e di servizi. A nostro giudizio però, il dibattito va riaperto senza barricate di sorta».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.