La struttura di Collerolletta

di Fabio Toni

L’assemblea dei soci di Aidas, convocata nella serata di giovedì presso la residenza ‘ex Tiffany’, ha eletto il nuovo cda della cooperativa sociale. I numeri (71 a 51) hanno dato ragione a coloro che da tempo si opponevano alla gestione ‘storica’, rappresentata dal cda uscente – in scadenza di mandato – guidato da Loredana Valsenti. Il nuovo consiglio di amministrazione è composto da Patrizia Gregori, Pierino Martinelli, Fabiana Ernani, Patrizia Loiacono e Antonella Mora.

Il voto ha prodotto un vero e proprio ribaltone. Fra le socie che hanno ottenuto la maggioranza, però, la cautela supera la voglia di esultare. Dopo mesi di battaglie interne, la cooperativa si trova a dover fare i conti con una profonda spaccatura, ben rappresentata dai numeri emersi in assemblea. Ma non solo. Perché alle difficoltà già note, a partire dalle mensilità non pagate (nove secondo la Cgil), si aggiungono diverse incognite. Incluse quelle sul destino della residenza sanitaria di Collerolletta, inaugurata a inizio agosto e da tempo al centro di voci relative a una possibile cessione.

Prudenza «Ci aspetta un duro lavoro – commenta Antonella Mora, componente del nuovo cda -. Come prima cosa, dobbiamo renderci conto di quale sia la reale situazione dal punto di vista economico e finanziario. Vogliamo analizzare tutti i conti che, fino ad oggi, non ci hanno permesso di vedere. I soci sono stremati dagli stipendi non pagati e da una situazione che per mesi ha contrapposto persone che, da anni, lavorano gomito a gomito». All’ordine del giorno dell’assemblea c’era anche il voto sul bilancio di esercizio 2012. Un punto che è stato rinviato, di fronte all’urgenza di dare una nuova guida alla cooperativa.

Il sindacato Il commento della Cgil, che non ha lesinato critiche aspre alla precedente gestione della cooperativa, arriva dal segretario regionale della Funzione pubblica, Vanda Scarpelli: «credo che il cambio sia un fatto positivo – osserva -, anche se i problemi da risolvere sono tanti. Spetterà al nuovo cda affrontarli. Come sindacato, continueremo a vigilare perché si possano ripristinare gli elementi di fiducia per garantire la sostenibilità dell’impresa». Il sindacato si dice anche «intenzionato a monitorare con attenzione il passaggio di consegne fra l’Aidas e l’ati guidata dalla coop Actl», in seguito all’assegnazione del bando Asl per la gestione dei servizi di assistenza sul territorio. In mezzo ci sono diverse lavoratrici impegnate nei distretti, il cui futuro è avvolto nell’incertezza. Infine una riflessione: «se il sistema del welfare umbro è in difficoltà – afferma Vanda Scarpelli – non dipende solo dai tagli, ma anche dal management locale. Per affrontare un mercato sempre più ampio, servono imprese forti, capacità gestionali e di innovazione».

Le socie licenziate Dopo il voto dell’assemblea, si fanno sentire anche le socie-lavoratrici licenziate nel giugno dello scorso anno. Il provvedimento aveva riguardato diciannove persone ma per cinque di loro non c’era stato alcun reintegro. «Dal nuovo cda ci aspettiamo una sensibilità diversa – spiega una di loro, Rita Satolli, fra le fondatrici della cooperativa nel lontano 1984 -. Continuiamo a ribadire con forza l’illegittimità del nostro licenziamento, anche attraverso le cause tuttora in corso. Il nostro auspicio è che vengano ripristinate le condizioni di legalità venute a mancare nel corso del tempo». Fra le questioni pendenti ci sono anche quelle relative al Tfr e alle quote sociali versate dalle stesse socie.

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