È arrivata la primavera 2016 ma il parco Galigani del quartiere Cardeto è ancora chiuso. La riapertura era prevista proprio per questo periodo ma alla mancanza di segnali in tal senso i residenti hanno risposto con una protesta.
Cardeto Martedì sera cittadini e commercianti hanno fatto un po’ di rumore in zona. Si sono dati appuntamento al civico 145/D e hanno dato vita a una sorta di ‘festicciola’ con specialità gastronomiche offerte dai commercianti del quartiere con uno striscione a ricordare che dal 2013 il parco, sul quale c’era il mega progetto di riqualificazione da 2.7 milioni, è chiuso.
Viale Battisti a Terni «L’incontro – hanno dichiarato – vuole essere un momento di riflessione, proprio in questa data (22 marzo) sono tre anni che il parco Galigani è chiuso, pertanto la festicciola non è un plauso verso le istituzioni che snobbano il quartiere, ma è una contestazione per la mancata riapertura dei giardini pubblici».
La replica del Comune Come prima data di fine cantiere era stata inizialmente fissata quella di maggio 2015, poi per problemi tecnici procrastinata alla primavera 2016. I cittadini sono esasperati ma tutt’altro che rassegnati, si aspettano che almeno dopo questo ultimo segnale lanciato a Palazzo Spada, il parco torni a vedere presto la luce. «Il Comune di Terni – dichiara l’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Bucari in una nota – segue con grande attenzione le vicende relative all’intervento privato su suolo pubblico del parco di Cardeto. Al momento siamo ancora nel rispetto delle scadenze contrattuali previste che fissano per la fine di maggio il completamento di alcune strutture sportive e degli spogliatoi e per la fine del 2016 delle restanti infrastrutture sportive e della nuova palazzina dei servizi. Il nostro auspicio è che l’affidatario rispetti tutta la tempistica prevista. Siamo comunque pronti ad intervenire con eventuali sanzioni così come da contratto, arrivando alla rescissione del medesimo se le inadempienze fossero gravi e dovessero perdurare. L’interesse principale del Comune è quello di restituire quanto prima il parco valorizzato alla cittadinanza, ad iniziare dai residenti del quartiere».
