di Re.Te.
Quello del presidente di TernIdeale, Giuseppe Belli, era un annuncio e, pure, una denuncia: «Un reperto archeologico, di interesse tutt’altro che trascurabile è affiorato, da tempo, nel cantiere quasi ultimato di corso del Popolo. C’è qualcuno – chiede Belli – che se ne è accorto? O per meglio dire: c’è qualcuno che ha ancora a cuore la storia della città riuscendone a comprendere il suo valore anche in chiave futura?».
«Un reperto» Secondo l’ingegner Belli, in corrispondenza «del grande albero ‘sopravvissuto’ alla trasformazione del parcheggio dell’ex ospedale in centro direzionale-residenziale riaffiora oggi (perché una parte di lavori deve essere ancora ultimata) un tratto di canale di scarico, probabilmente di acque calde e quasi certamente di epoca romana, alto circa un metro e mezzo e largo circa 60 centimetri per quanto è possibile stimare a distanza».
L’ipotesi Si suppone, «senza purtroppo esserne del tutto certi, visto il recente sviluppo urbanistico della zona corso del Popolo – insiste il presidente di TernIdeale – che si tratti di un tratto di una conduttura di scolo che collegava le antiche terme romane di Terni, che si trovavano in zona Politeama, con il fiume Nera, attraversando in diagonale corso del Popolo e l’area dell’ex ospedale, oggi centro residenziale-direzionale».
I precedenti Anni fa, in occasione dello scavo per l’edificazione dell’adiacente palazzo di giustizia analoga parte di tale canale, in zona vicina e compatibile con il ‘ritrovamento’ odierno, pare fosse stata rinvenuta, qualche decennio fa,: «Anche allora – dice Belli – ci furono segnalazioni verbali dell’eccezionale scoperta, ma tutto venne ben presto richiuso e tutto finì in una bolla di sapone. Oggi, che si hanno sensibilità diverse, ci domandiamo se via sia la possibilità di preservare in una qualche maniera un manufatto che ha un valore archeologico di tutta evidenza. Soprattutto ci chiediamo se vi sia l’interesse, da parte dell’amministrazione comunale e della Soprintendenza per i beni archeologici, a prendere atto e coscienza di una così significativa presenza».
La replica L’impresa che sta svolgendo i lavori in quell’area, però, ha tagliato corto. Quello che si vede (anche nella foto) sarebbe un cunicolo realizzato in epoca molto più recente, addirittura nel secolo scorso, e non avrebbe alcun valore storico. Lo confermerebbe anche una perizia della Soprintendenza: «Prendere un abbaglio può capitare a chiunque – dice Giuseppe Belli – ma se questo è il nostro caso ci piacerebbe leggerlo da una nota ufficiale della Soprintendenza per i beni archeologici». Come dire, lui si fida, ma chiede che «la Immobiliare Corso del Popolo voglia mettere quanto prima a conoscenza della città la valutazione tecnica della Soprintendenza a riprova delle affermazioni fatte».
