Francesco Camuffo sbotta. È una missiva durissima quella che il presidente di Arci Terni ha inviato all’amministrazione comunale per cercare di fare chiarezza sulla Casa delle musiche «su cui da 17 anni – scrive – attendiamo la conclusione dei lavori, mentre il consiglio continua ad accanirsi in approfondimenti relativi alla gestione, senza mai chiedere conto della consegna degli interventi, attesa per il primo marzo».
Camuffo (Arci) sbotta La misura è colma tanto che Camuffo, nella comunicazione inviata il 25 febbraio nel tentativo di essere ascoltato in commissione e resa nota soltanto oggi a causa del silenzio istituzionale seguitone, annuncia: «Considerando che appare abbastanza chiaro il tentativo di indirizzare la gestione verso altri soggetti, per ragioni non ancora palesate, siamo a costretti, nel caso il Comune pubblicasse un nuovo bando, a chiedere il giusto risarcimento, vale a dire parte dei finanziamenti ottenuti e giacenti nelle casse comunali e una quota millesimale di proprietà dell’immobile».
Casa delle musiche e 17 anni di storia Le motivazioni le spiega direttamente il presidente di Arci Terni ricostruendo dal 1998 a oggi la storia della Casa delle musiche: «Dal nuovo Pan Pot previsto all’interno del contratto di quartiere e coprogettato dal Forum dei Giovani all’epoca dell’assessore Pepegna, che ha permesso di ottenere ingenti somme per la realizzazione della struttura con le associazioni Attenti al Kane, Ephebia, Compagnia del Pino e Arci, fino ai tentivi dei primi anni Duemila quando l’amministrazione senza coinvolgere i candidati gestori indaga senza successo su altre possibili soluzioni gestionali a carattere imprenditoriale, passando per l’accordo del 2004 nell’ambito del quale le associazioni hanno invano chiesto indicazioni sulla data di ultimazione dei lavori e sul grado di finitura dell’intervento e il 2008 quando è arrivato un nuovo bando esplorativo per aggiornare progetto e soggetti gestori, formando una nuova compagine che ottiene ulteriori 100 mila euro partecipando ad alcuni bandi sia per ultimare l’edificio che per far partire il centro».
Dal Comune di Terni solo silenzio Ma se gli ultimi 17 anni hanno una storia complessa, anche il presente e il futuro non sembrano da meno: «Non è dato sapere se i lavori siano realmente ultimati, né tanto meno si conosce l’eventuale data di consegna della struttura con tutte le certificazioni del caso, benché l’estate passata si fosse di nuovo ad un passo dalla firma della convenzione. Per ora l’unica parte inadempiente – scrive Camuffo – è il Comune di Terni, non chi legittimamente ha attraversato tutte le selezioni possibili e al momento sta subendo un danno economico e di immagine consistente. Alla commissione competente chiediamo di essere ascoltati quanto prima». A distanza di una settimana, Camuffo registra solo silenzi e quindi sembra farsi largo la paventata richiesta di risarcimento del danno.
