di Mar. Ros.

«’A morte ‘o ssaje ched’ è?…è una livella». Così la descriveva Totò in una celebre poesia della letteratura napoletana. Come a dire che la morte è brutta ma ha il pregio di essere uguale per tutti, ricchi di tasca, privilegiati, poveri di spirito, senzatetto. Prima o poi arriva e pone tutti sullo stesso piano, senza fare sconti.

La morte Tutti a un certo punto, si addormentano per l’eternità, passano a nuova vita, vivono il trapasso e in quanti altri modi è possibile descrivere quel momento. Per chi resta però, c’è la sepoltura del defunto e questa no, non è uguale per tutti. Nel fornetto, sotto terra, in una cappella indorata, all’aria aperta, oppure in acqua. Dalle nostre parti, ad esempio, c’è la possibilità di disperdere le ceneri nelle acque del fiume Nera.

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IL COLLEZIONISTA ENRICO FRATINI SI RACCONTA IN UNA VIDEOINTERVISTA
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Comune A palazzo Spada sono arrivate diverse richieste e allora l’ente di piazza Ridolfi ha avviato le procedure necessarie per la dispersione delle spoglie nelle acque fluviali, ai sensi delle normative nazionali e regionali vigenti in materia e nel rispetto del regolamento comunale di polizia mortuaria. Il fiume rappresenta uno dei luoghi deputati e lo stesso deve essere individuato dal sindaco con opportuna ordinanza. Esclusi i siti fluviali soggetti a campionamenti per l’idoneità della balneazione e tutte le zone di rispetto previste a tutela dei punti di captazione, derivazione o di salvaguardia delle acque superficiali, sotterranee, di falda o di pozzo da destinarsi al consumo umano, Di Girolamo ha emesso l’ordinanza.

Servizi Cimiteriali Da sopralluoghi effettuati d’Ufficio, è stato ritenuto idoneo alla dispersione delle ceneri l’ambito del fiume Nera ricompreso nella località Ponte Allende, è stato acquisito il nulla osta degli enti e soggetti preposti alla cura dell’area territoriale e adottato il provvedimento atto a disciplinare proprio la dispersione delle ceneri nel tratto del fiume Nera individuato al fine di venire incontro alle richieste di quei cittadini che, nell’eseguire le ultime volontà dei propri cari, chiedono di sversare le ceneri nel letto fluviale.

La cremazione Sono in molti a scegliere di essere ridotti in polvere dopo la morte, o meglio lo lasciano detto nel proprio ‘testamento biologico’. Come non sentire allora il parere di chi con la morte ‘ha a che fare tutti i giorni’? Il collezionista di auto funebri, Enrico Fratini per sé ha già scelto la bara matrimoniale anni ’80 che conserva con cura nella sua proprietà di Toscolano. Della cremazione dice: «Sono assolutamente contrario perché credo che il corpo vada rispettato. Io ad esempio – aggiunge – adesso voglio riesumare il mio nonno paterno, morto nel ’42, del quale non ho neppure una foto. Lo voglio vedere».

Twitter @martarosati28

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