di Marco Torricelli
Si dice «meravigliato», il capogruppo del Pdl alla regione, Raffaele Nevi, per l’alzata di scudi che, a Terni, si è registrata da parte dei sindacati dopo la visita del vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani e, soprattutto, per le sue dichiarazioni: «Mi sembra che l’onorevole Tajani, rispondendo alle domande che gli venivano poste – spiega Nevi – abbia detto, in fondo, quello che anche i sindacati auspicano e cioè che la proprietà delle acciaierie resti quanto meno in Europa e che a controllarle sia un soggetto a vocazione industriale».
La visita Certo, la coincidenza temporale, qualche dubbio poteva farlo sorgere, ma «niente a che vedere con le elezioni – chiarisce Nevi – perché la visita in Umbria era programmata da tempo e di carattere istituzionale, tanto che Tajani ha incontrato la presidente Marini». L’incontro con l’amministratore delegato, Marco Pucci, «è nato da un invito di quest’ultimo, che aveva espresso il desiderio di sapere qualcosa in più sul Piano di azione continentale per l’acciaio». Della vendita «non si è parlato, se non nei termini espressi anche nel corso di quello avuto con i giornalisti».
L’auspicio Il fatto che le parole di Tajani siano state «pronunciate alla luce di quanto emerso nelle ultime settimane e interpretate come una ‘sparata elettorale’ – secondo Nevi – è una cosa che si commenta da sola». È fin troppo ovvio, spiega l’esponente del Pdl, «che il vicepresidente della Commissione europea non sponsorizza nessuno, ma il suo era un semplice, per quanto autorevole, auspicio. Espresso, peraltro, nella consapevolezza di quanto le acciaierie ternane siano importanti per l’economia non solo regionale, ma nazionale».
Niente nomi Non a caso, conclude Raffaele Nevi, «l’onorevole Tajani non ha fatto alcun nome, in riferimento a possibili soggetti stranieri o italiani interessati alla cosa», solo che poi arrivate voi, scherza, «e fate i danni». Tornando serio, però, specifica: «Credo, sinceramente, che sia da parte sindacale che istituzionale, ma anche aziendale, sia indispensabile tenere i nervi saldi e pensare, soprattutto, a quali possano essere le soluzioni più seriamente perseguibili. Soprattutto nell’interesse della città».
