di M. R.

Black box e Street control. Il Comune di Terni dichiara guerra alla sosta selvaggia dei veicoli e all’abusivismo assicurativo con un Grande fratello generale sulla mobilità cittadina: di fronte all’occhio elettronico non c’è clemenza che tenga

Black box e Street control Il Comune di Terni rinnova il parco auto e, dei 55 veicoli precedentemente gestiti dalla Leaseplan riduce il numero a 49, aderendo alla convenzione Consip del Mef, ovvero la società in house del Ministero dell’economia che opera come centrale acquisti della pubblica amministrazione. Tra le principali novità, la ‘scatola nera’ che rileverà luoghi e chilometraggi percorsi dalle auto di servizio e di rappresentanza di Palazzo Spada e il dispositivo che permetterà ai vigili urbani di ‘vedere oltre’: grazie al sistema di controllo dei veicoli a distanza, per la polizia municipale macchine rubate, mancate revisioni dei mezzi o assenza di assicurazione rc auto, non saranno più un segreto e non servirà intimare l’alt per rilevare le violazioni. Sarà sufficiente avere il veicolo a una distanza massima di 20 metri e in un secondo la verifica sui dati è effettuata.

In arrivo 4 nuovi vigili urbani I 49 mezzi previsti da convenzione quinquennale Consip, di cui 33 ad alimentazione ibrida per minore impatto ambientale e spese ridotte, costeranno all’ente 212.800 euro all’anno; di questi, 39 sono autovetture e 10 veicoli commerciai. Palazzo Spada ha acquistato anche 12 treni di gomme termiche e 27 set di catene da neve. Sono stati poi avviati alla rottamazione 9 veicoli dei 92 gestiti direttamente dal Comune. Razionalizzazione e investimenti nella manovra dunque: lo ‘Street control’ è costato oltre 37 mila euro. Dal 1 giugno prossimo il Corpo di polizia municipale di Terni salirà da 110 a 114 unità, come già anticipato dal sindaco Leopoldo Di Girolamo, i nuovi agenti saranno ceduti dal Corpo provinciale. Per lo stesso mese è prevista la disponibilità di tutte le nuove dotazioni.

La giunta di Palazzo Spada «Vivibilità e sicurezza i motori dell’azione concordata – hanno detto l’assessore alla mobilità Emilio Giacchetti e la collega con delega alla polizia municipale Christia Falchetti Ballerani -, alle scelte compiute dalla giunta hanno contribuito le associazioni di disabili che hanno segnalato i punti di maggiore criticità rispetto a quei parcheggi wilde che sono d’intralcio soprattutto per le fasce deboli della popolazione. L’azione sempre più repressiva disposta dalla giunta con queste nuove disposizioni – hanno sottolineato – non è mai scevra di un’educazione civica stradale promossa».

Twitter @martarosati28

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