Una casa popolare

di C.F.

Nuovo bando per le case popolari. Il Comune di Terni ha pubblicato l’avviso per la formazione della graduatoria di assegnazioni degli alloggi di edilizia pubblica residenziale al quale gli interessati, che rispettano i requisiti fissati dalla Regione, dovranno rispondere entro il 29 novembre presentando la documentazione del caso. Attualmente, spiega Palazzo Spada con una nota, sono quarantaquattro gli alloggi disponibili  ai quali si potranno aggiungere quelli che si renderanno liberi nel periodo di vigenza della graduatoria elaborata a seguito del bando.

Nuovo bando per le case popolari In base a quanto stabilito dall’ente potrà partecipare al concorso per le case popolari chi è in possesso della cittadinanza italiana, comunitaria o extracomunitaria purché in regola con la legge in materia di immigrazione. Necessaria anche la residenza o l’attività lavorativa in Umbria almeno da 24 mesi consecutivi e nel territorio comunale da almeno diciotto mesi. Tra i requisiti anche l’assenza di precedenti assegnazioni di alloggi realizzati con contributo pubblico in proprietà immediata o futura e assenza di precedenti finanziamenti agevolati in qualunque forma concessi da soggetti pubblici, ma anche la non titolarità del diritto di proprietà, comproprietà, usufrutto, uso e abitazione su un alloggio o quota parte di esso, ovunque ubicato sul territorio nazionale, adeguato alle esigenze del nucleo familiare. Sul fronte reddituale, infine, il nucleo familiare deve disporre di un Isee non superiore a 12 mila euro. La graduatoria provvisoria degli assegnatari sarà pubblicata entro i trenta giorni successivi alla scadenza dei termini di presentazione delle domande.

Malafoglia ringrazia Ater «Si tratta di risposte – spiega il vicesindaco Francesca Malafoglia che detiene anche la delega al Welfare – che vanno collocate dentro un quadro più ampio di azioni e percorsi che l’assessorato al Welfare e all’Edilizia pubblica  sta mettendo in campo in una logica di welfare comunale non incentrato sul concetto di assistenzialismo ma di supporto, fondato su relazioni più sinergiche tra pubblico, privato e Comunità Europea e sull’innovazione sociale. Partiamo con una prima disponibilità con l’obiettivo di incrementare il numero degli alloggi, in modo da accogliere le domande degli esclusi. Vogliamo dare risposte anche a chi resta fuori evitando di alimentare la competizione tra chi entra e chi, invece, rimane escluso. Nelle prossime settimane attiveremo diversi incontri tra le parti sociali e le associazioni di volontariato che si sono messe a disposizione per agevolare la procedura della compilazione delle domande». «Già per il bando scorso – conclude la Malafoglia – ma con maggiore rilievo per i prossimi mesi, è stato determinante l’apporto di Ater. Con una scelta precisa di impegno importante, particolarmente gravoso anche in termini di lavoro della struttura, ha messo a disposizione un importante patrimonio, valore per la comunità e risposta significativa ad un bisogno purtroppo crescente».

@chilodice

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