di Mar. Ros.
Uffici comunali al lavoro per fornire al ministero dell’Interno le carte richieste, quelle in diversa misura collegate al piano di riequilibrio finanziario redatto dall’amministrazione comunale e sul quale la commissione competente è tenuta ad esprimere un parere. La stessa, come da programma, si è riunita martedì ma, come volevasi dimostrare, non ha preso per nulla in esame la situazione del Comune di Terni, le valutazioni sono rinviate alla prossima seduta.
Piano di riequilibrio finanziario Il ‘come volevasi dimostrare’ si riferisce alle rassicurazioni fornite dall’assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi in sede di approvazione del Dup, a seguito della lettera del ministero indirizzata inviata all’indirizzo piazza Mario Ridolfi 1 a Terni, dove sorge il palazzo municipale. La missiva teneva un po’ sulle spine la maggioranza che sui documenti contabili del passato ha fornito il proprio benestare e ha dato vigore all’opposizione che ne ha fatto un cavallo di battaglia politica. Tuttavia nulla che pare abbia scalfito la serenità dell’assessore al bilancio: «Tutto questo catastrofismo sulla lettera del ministero è ingiustificato – ha detto una settimana fa in aula -; i nostri tempi di risposta sono più lunghi e il 31 gennaio prossimo – ha tenuto a ribadire – non si decide nulla. Lo ripeto – ha concluso – è certo che il piano di riequilibrio pluriennale non è una passeggiata fuori porta ma lì rientra l’ammissione dell’ente di non poter proseguire nell’azione facendo ricorso a risorse ordinarie, per questo si procede con il piano di alienazioni».
Comune di Terni in predissesto A distanza di una settimana Piacenti D’Ubaldi, di fatto, conferma: «Nessuna novità dall’Interno, come era chiaro che fosse, perché Palazzo Spada non ha ancora fornito alla commissione ministeriale la documentazione richiesta sulla quale stiamo lavorando, secondo le previsioni la consegneremo peraltro con qualche giorno d’anticipo sulla scadenza, abbiamo tempo fino al 12 febbraio prossimo». Diciotto le osservazioni mosse dal ministero rispetto alle quali l’amministrazione comunale è chiamata a dare risposte, nella lista figurano anche tre punti notoriamente deboli ovvero le anticipazioni di cassa, l’incapacità di riscossione di Palazzo Spada e il riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Sotto la lente numerosi aspetti estremamente tecnici, poi il rapporto debiti/crediti con le partecipate e la situazione degli immobili da vendere. Il Comune di Terni insomma dovrà fornire svariati documenti tra cui il bilancio di previsione 2016-2018 (con annessi pareri) e il Dup recentemente approvato.
@martarosati28
