Polizia sotto organico, allarme di Silp Cgil

di M.T.

Dei 2700 allievi agenti della polizia di stato, che termineranno il periodo di attività didattica il prossimo 27 settembre, nemmeno uno sarà destinato in provincia di Terni. E questo, denuncia il sindacato Silp Cgil, «nonostante il nostro territorio si trovi da molti anni sotto organico e con almeno dieci colleghi che andranno a breve in pensione per raggiunti limiti di età».

I timori «Siamo realmente preoccupati – dice Orazio Scuderi, segretario generale provinciale del Silp Cgil – che al ministero dell’interno ed allo stesso dipartimento, permanga la convinzione che la provincia di Terni sia ancora una ‘isola felice’, nonostante i numerosi fatti di cronaca nera che si ripetono, con estrema preoccupazione da parte di tutti, cittadini, istituzioni ed anche degli stessi operatori, sempre più dimenticati dai vari governi e da una amministrazione sorda e sempre meno vicina, non curante dei veri problemi del proprio personale, che però, come dimostrano i fatti, continua ad impegnarsi con dedizione ed alto senso del dovere».

Gli organici Scuderi ricorda che «come dimostrano i nostri recenti interventi, anche nella nostra realtà si ricorre a sistematiche violazioni contrattuali e compressioni dei diritti dei singoli poliziotti che operano a Terni ed Orvieto». Questo, riconosce, «principalmente a causa di mancanza di personale», ma anche «per una irrazionale gestione dello stesso, problemi di fronte ai quali il Silp Cgil di Terni sarà sempre più deciso ed impegnato, al fine contrastare e denunciare ogni violazione contrattuale, per proteggere e tutelare il lavoro di chi ha scelto di impegnarsi per la sicurezza dell’intera cittadinanza».

La richiesta Il sindacato dei poliziotti per la Cgil, insomma «chiede un intervento chiaro ed immediato alle istituzioni ed alla politica, per una rapida ed adeguata valutazione della situazione, auspicando che Terni rientri tra le città che riceveranno i nuovi agenti di polizia, senza i quali, alla luce degli ultimi avvenimenti, della mancata sostituzione del personale andato in pensione, e dell’invecchiamento degli operatori ancora presenti, non riusciamo a prevedere un futuro migliore per l’ordine e la sicurezza del nostro territorio».

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