di Marco Torricelli

Fumano. Di rabbia. E non ci sono centraline in grado di monitorarne il livello. E sì che in una città dove la gente mostra, fin troppo, di prediligere l’auto privata per gli spostamenti, anche minimi, ci si poteva aspettare reazioni diverse. La seconda sospensione consecutiva dell’ordinanza che prevede la marcia a targhe alterne nei giorni di lunedì e martedì – il 28 e il 29 si potrà circolare liberamente – provoca reazioni contrastanti.

Le reazioni «Tanto lo sappiamo che quel provvedimento è inutile – dice Luisa, con un piede a terra e uno sul pedale della bicicletta – perché non serve a niente quella manfrina del pari e dispari. O le macchine le tieni fuori dal centro sempre, o non serve a niente». Sulla porta del suo bar, Francesco dice una cosa diversa: «La città è logisticamente svantaggiata, perché la posizione favorisce il ristagno dei fumi e sarebbe necessario un controllo più rigoroso delle emissioni delle fabbriche e del termovalorizzatore, visto che proprio non si può spegnere». Andrea ha appena parcheggiato: «Il sindaco ha fatto bene a sospendere l’ordinanza. Io ho la targa pari e il lunedì mattina accompagnare a scuola mia figlia era un problema», guadagnandosi un insulto – poi ho fatto da paciere e si sono salutati con un sorriso – da Anna Rosa: «E allora io sono stupida, che tutte le mattine il mio nipotino ce lo porto a piedi? Le fabbriche inquinano, è vero, anche se mi sembra che negli ultimi anni si siano fatti investimenti importanti per ridurre le emissioni nocive, ma le macchine inquinano l’aria e basta, mi pare».

L’aria che tira Un dato, quello della qualità dell’aria che, secondo Legambiente, è «strettamente legato alla densità delle autovetture e di come ci si sposta in città». Tanto che nel suo rapporto annuale su Ecosistema urbano, faceva notare che nel secondo capoluogo umbro – i dati sono relativi al 2011 – circolavano 65 auto ogni 100 abitanti (69 a Perugia), denunciando anche «la ridotta estensione delle Ztl, delle piste ciclabili e delle aree verdi». Quello che preoccupa Alessandra Paciotto, presidente di Legambiente è che «Terni, come troppe città italiane, è praticamente ferma. E questo perché le amministrazioni locali hanno paura di cambiare passo e di imboccare con determinazione la strada del cambiamento, ma anche perché mancano serie politiche a livello nazionale».

La polemica Giuseppe Boccolini, un consigliere comunale di maggioranza, lancia quella che a molti sembra una provocazione e che ha scatenato la reazione di chi si oppone al funzionamento del termovalorizzatore Aria Spa: «Occorre partire dai dati – dice Boccolini – come quello che indica come la maggior percentuale d’inquinamento, a Terni, deriva dal traffico veicolare». In questo senso «le politiche del trasporto pubblico attuali sono insufficienti: sono state cancellate le corsie preferenziali dei bus, è stata abbandonata la politica che aveva favorito l’utilizzo di mezzi pubblici e privati a basso inquinamento, con l’utilizzo del gpl e del metano».

Monitoraggio Lunedì 28, intanto, la nuova rete di monitoraggio della qualità dell’aria della provincia sarà presentata dall’Arpa – alla quale passa l’intera gestione della rete, prima parzialmente in capo alla Provincia di Terni – in una conferenza, a Palazzo Gazzoli, nella quale verrà illustrato l’aggiornamento tecnico delle stazioni di monitoraggio, lo spostamento di alcune centraline e la soppressione di altre. Alla conferenza parteciperanno anche i rappresentanti della Provincia e della Regione, oltre ai vertici dell’Agenzia regionale per l’ambiente.