Terni piange la scomparsa del professor Marcello Ricci. Lo storico insegnante di storia e filosofia del liceo ‘Galileo Galilei’, nonché uno dei fondatori del Progetto Mandela, si è spento all’età di 80 anni. Con lui, un pilastro della cultura e dell’impegno civile nonché ponte tra generazioni, se ne va anche un pezzo di storia della città.
Terni in lutto Sui social corrono i messaggi di commiato, ricordi e aneddoti. E, proprio riguardo il Progetto Mandela, Terni Donne: «Anche noi ti vogliamo salutare per l’ultima volta. Siamo orgogliose di ospitare nella nostra Casa delle Donne uno dei tuoi progetti più cari, nato dalla tua visione e dalla tua instancabile fiducia nella forza trasformativa della cultura e del teatro. Con il tuo umorismo, il tuo coraggio di metterti in gioco e i tuoi indimenticabili personaggi negli spettacoli del Progetto hai dimostrato che l’arte può essere un atto politico, capace di smuovere coscienze e di creare comunità. I diritti umani sono stati il tuo faro, la tua bussola etica. La tua biblioteca dei diritti umani – proseguono – vive oggi alla Casa delle Donne: un luogo che continua la tua stessa battaglia, quella per l’uguaglianza, la libertà e la dignità di ogni persona. Perché i diritti delle donne sono diritti umani, e tenerli insieme è il modo più autentico per onorare la tua memoria. Ci lasci un’eredità politica e culturale preziosa: lo sguardo lucido e gentile con cui sapevi leggere la realtà, il rifiuto dell’indifferenza, la convinzione che il cambiamento passa attraverso l’impegno collettivo».
Marcello Ricci Tra i messaggi anche quello di Attilio Romanelli, ex segretario generale della Cgil di Terni: «Una perdita immensa per la nostra comunità. Con Marcello ci conoscevamo da decenni, dai tempi di radio Evelyn. È stato un personaggio controcorrente progressista irregolare e critico come era il suo modo di essere». C’è chi aggiunge: «Intere generazioni debbono ringraziarti per l’arte e la cultura che gli hai trasmesso». L’avvocato Alessandro Gentiletti omaggia Ricci così: «Terni oggi perde la sua punta di diamante. È stato un onore conoscerti, caro professore, poter ascoltare i tuoi ragionamenti ed essere ascoltati da te; profondo ed ironico, autenticamente rivoluzionario, autenticamente socratico. Hai sempre brillato e continuerai a brillare nel firmamento delle persone libere, raro esempio di coerenza e sincerità, soprattutto in una città come la nostra. Una città che conoscevi bene e che quel pomeriggio in cui facemmo questa foto ci raccontasti a lungo, a me ed altri allora giovani, che avevamo iniziato ad impegnarci concretamente. Una città che ti deve tanto, come ciascuno di noi».
Cordoglio della Regione «La scomparsa del professor Marcello Ricci rappresenta una perdita profonda per Terni e per l’intera Umbria». Con queste parole la presidente della Regione, Stefania Proietti, esprime il suo cordoglio e quello della giunta per la morte dell’intellettuale ternano, figura di riferimento per la città di Terni e per l’intera comunità umbra. «Con la sua ironia mai offensiva, la sua coerenza nei valori e la passione per il sapere – sottolinea la governatrice – ha lasciato un’impronta profonda nella nostra regione. Alla famiglia, agli amici, agli studenti e a tutti coloro che hanno condiviso con lui percorsi di vita e di impegno va il mio, il nostro più sentito abbraccio. La Regione Umbria ricorda oggi un uomo che credeva nella forza trasformativa della cultura e della comunità. Il suo esempio, autenticamente libero e creativo, continuerà a vivere come stimolo e guida per quanti operano nel nome dell’educazione e della solidarietà. Con la speranza che il suo lascito possa ispirare nuove generazioni – conclude – rinnovo il ringraziamento per quanto ha donato e l’affetto per quanti lo piangono. La sua voce rimarrà viva nelle nostre istituzioni, nelle nostre scuole e nel nostro impegno quotidiano». Il vicepresidente con delega alla Cultura, Tommaso Bori: «La scomparsa di Marcello Ricci lascia un vuoto profondo non solo nella comunità ternana, ma in tutta la nostra regione. Ricci è stato un educatore raro, capace di trasformare l’insegnamento in un esercizio quotidiano di libertà, curiosità e responsabilità civile. Con il Progetto Mandela ha costruito uno spazio di crescita per generazioni di ragazze e ragazzi, offrendo loro strumenti per comprendere il mondo e per prendersene cura. È stato una voce limpida e coraggiosa a difesa dei diritti umani, un animatore instancabile di percorsi culturali che hanno saputo tenere insieme pensiero critico, creatività e partecipazione. A nome della Regione – conclude – esprimo profonda gratitudine per il suo impegno e per l’eredità di valori che ci lascia. Il suo lavoro continuerà a vivere nella coscienza dei giovani che ha formato e in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incontrarlo».
Il ricordo Il consigliere regionale Luca Simonetti (M5s) condivide un ricordo personale: «Uno dei migliori amici di mio padre. Insieme, a Radio Evelyn, avevano creato qualcosa che oggi sembra quasi impossibile da immaginare: un luogo libero, dove le idee non facevano paura e la cultura era un atto di coraggio. Una stagione creativa potente. Lo ricordo mentre ero un bambino, le vacanze estive passate insieme, le serate a casa nostra tra musica e poesie, mentre io e mio fratello non volevamo mai andare a dormire perché stare lì sembrava più importante di tutto. Era una Terni diversa. Una città con una coscienza critica viva, capace di mettere in discussione tutto, anche la politica che amava. Oggi quella Terni non la vedo più. Siamo più poveri. Non solo nei numeri, ma dentro. Quando se ne vanno persone come Marcello, perdiamo una parte di quella storia che aveva ancora la forza di dire le cose senza paura. Una parte di quella Terni che aveva il coraggio di guardarsi allo specchio. Oggi Terni è più povera anche per questo».
