di Marta Rosati

Qualità servizio per alimenti e stoviglie; organizzazione del lavoro con clausola sociale, quota minima di personale, quota oraria minima per cuoca e ausiliaria; informazione con la creazione di un sito web dedicato; controllo con Commissione mensa cittadina. Queste le voci riportate dalla dirigente comunale del settore scolastico Danila Virili come le linee guida alla stesura del capitolato d’appalto per la refezione.

«Chiuso l’argomento» La bozza, in attesa di delibera da parte della giunta, è stata fornita ai consiglieri della seconda commissione che hanno avuto modo di esprimere apprezzamenti e perplessità in merito. «Siamo in fase istruttoria – ha precisato la Virili -, qualcosa può cambiare». Difficile che questo avvenga vista la richiesta di accelerare da parte della maggioranza e le parole dell’assessore al bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi: «Con la seduta di commissione odierna, la discussione sulle mense scolastiche termina qui, il percorso è stato ampiamente partecipato».

Refezione scolastica Nel merito, il capitolato per la concessione quinquennale (con possibilità di rinnovo fino al 2014), prevede 27 cucine in loco che saranno mantenute e diversi obblighi per il gestore della refezione, a livello alimentare con un minimo di prodotti biologici fissato al 70% più analisi e controlli sulle derrate; ambientale perché contro lo spreco di cibo e con stoviglie monouso biodegradabili che saranno utilizzate nel caso del trasportato. Secondo i criteri di assegnazione del punteggio in fase di gara (massimo 100), 70 sono a disposizione per valutare l’offerta tecnica e 30 quella economica. Il costo complessivo  del pasto non potrà superare i 5,18 euro (alla spesa i genitori compartecipano per un terzo).

Cosa spetta al gestore La ditta che si aggiudicherà la gara d’appalto in forma di concessione, si occuperà della manutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature nelle cucine, accesso al servizio (quindi raccolta di domande d’iscrizione, elaborazione e gestione di un sito internet e riscossione delle rette. «Le quote però – precisa la Virili – le stabilisce il Comune, così come le agevolazioni». «Non solo – aggiunge l’assessore Piacenti -, le eventuali evasioni (oggi al 3%) le copre direttamente la ditta. Abbiamo scelto la concessione perché attribuisce oneri aggiuntivi rispetto all’affidamento del servizio».

La Trenta si scatena Alcuni aspetti non convincono troppo l’opposizione, ma a calcare la mano più di tutti è la consigliera Angelica Trenta che, a fronte delle irregolarità riscontrate durante le ispezioni choc, chiede insistentemente perché non siano state mai elevate sanzioni a carico della ditta che gestisce la refezione dal 2008 «si tratta di danno erariale» commenta . La grillina ha poi chiesto alla dirigente «le tre relazioni tecniche che avrebbero dovuto scandire ogni rinnovo del contratto di gestione del servizio». In commissione gli atti richiesti non sono arrivati.

Tre milioni di pasti in otto anni Rispetto agli episodi riportati che hanno senza dubbio fatto strabuzzare gli occhi, l’assessore: «In otto anni distribuiti 3 milioni di pasti, il giorno della vite era esploso il frullatore, della mosca è successo anche a casa mia. Il capitolato prevede un’intensificazione dei controlli, per quanto riguarda le sanzioni evidentemente non è stato ritenuto necessario comminarle; del caso si sta comunque occupando la quarta commissione. La giunta – ha annunciato – la prossima settimana procederà all’approvazione del capitolato e contestualmente predisporrà la Carta dei servizi e gli atti per la pubblicazione del bando, affidamento entro dicembre». La Trenta insiste e riprende a parlare quando è il turno del capogruppo di I love Terni Enrico Melasecche che abbandona l’aula furibondo inveendo contro la collega: l’acceso botta e risposta tra i due prosegue fino alle scale.

@martarosati28