Il tempo per organizzarsi c’era. Ma, secondo l’associazione Astrolabio di Collescipoli, è stato perso ed il risultato è che l’antico borgo alla periferia della città – circa 500 abitanti – sprofonda nel degrado.
Investimento inutile Dalla decisione di trasferire la facoltà di Economia da palazzo Catucci all’ex monastero di San Valentino «sono passati quasi due anni e mezzo – accusa Andrea Giovannini, presidente di Astrolabio – ma il Comune di Terni lascia inutilizzato l’enorme investimento fatto» per la ristrutturazione dei locali e dei palazzi che avrebbero dovuto ospitare le attività universitarie.
Cittadella della musica Nei mesi scorsi, dice Giovannini, «dopo il clamoroso successo di Jazzit fest, il Movimento 5 Stelle ha deciso di mutuare la nostra idea di creare, nei palazzi vuoti lasciati dall’università, una cittadella della musica. Da anni la nostra associazione ha inviato agli assessori competenti ed alla circoscrizione Sud questa proposta di riutilizzo, senza avere alcun riscontro».
La proposta Quella dell’associazione Astrolabio, spiega il presidente, era un’idea che si basava su «spazi prestigiosi, per cui avevamo ipotizzato un utilizzo come sede di associazioni musicali – Jazzit, accademia Hermans, Araba fenice – e di istituzioni musicali, come il liceo musicale e parte del Briccialdi, al fine di creare intorno al primo organo barocco italiano attività che potessero rivitalizzare il borgo».
Il Bando Il Comune di Terni aveva annunciato un bando pubblico per l’assegnazione dei palazzi, «iniziativa meritoria anche se in forte ritardo, ma – dice Giovannini – sono passati mesi e del bando non c’è traccia, anzi il problema delle manutenzioni è esploso: ne è un esempio Palazzo Catucci – progettato nel 500 da Sebastiano Cipriani – le cui finestre, non essendo state manutentate da oltre 12 anni fanno penetrare acqua all’interno ogni volta che piove».
Le strade Gli abitanti di Collescipoli, prosegue il presidente dell’associazione Astrolabio, «sono letteralmente frastornati, perché oltre alla nefasta decisione di chiudere il corso di Economia, non hanno visto nessuna iniziativa per rivitalizzare il borgo. Le pavimentazioni sono ferme agli anni 90 – mancano in oltre metà borgo – e con le asfaltature a pezzi; gli interventi sulle mura sono iniziati nel 2000 ed ancora di deve intervenire nella parte più degradata». In definitiva, conclude Giovannini, «mancano tutte le politiche per un’azione di riqualificazione del borgo».
