La struttura di Collerolletta

Tornano ad addensarsi nubi plumbee sul futuro della cooperativa sociale Aidas. Non che fossero mai sparite, ma l’arrivo del commissario nominato dal ministero dello sviluppo economico – la ‘ragioniera Silvia Volpini’, così l’aveva definita la presidente del cda finito nel frattempo nel freezer – aveva ridato linfa a chi sostiene che la cooperativa può sopravvivere, evitando la messa in liquidazione.

La novità Dopo mesi segnati da continui rinvii, martedì sera l’assemblea dei soci di Aidas, alla presenza del commissario ministeriale, ha approvato il bilancio consuntivo relativo al 2012: un esercizio segnato – a quanto pare – da un passivo pesante, superiore ai 5 milioni e 400 mila euro. Il documento contabile – approvato con 77 voti favorevoli, 13 contrari e 6 astensioni – era già passato al vaglio del cda e del collegio sindacale prima del ‘reset’ imposto dall’arrivo del commissario. Dopo il voto degli organi sociali, il bilancio era stato depositato in tribunale e visionato dal commissario nominato dal giudice e dal cosiddetto ‘attestatore’, professionista a cui spetta l’obbligo di controllare la veridicità dei dati.

Responsabilità Martedì sera, oltre a ratificare il pesante ‘rosso’, l’assemblea ha votato un documento dai toni particolarmente duri, in cui si chiede che venga svolta «immediatamente l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori (quelli facenti capo al vecchio cda guidato da Loredana Valsenti, ndR) che con il loro comportamento hanno avallato la cattiva gestione del consiglio, ad esclusione di chi si è opposto o non ha approvato la condotta dei colleghi consiglieri». Sulla graticola c’è finita anche l’ex presidente Patrizia Gregori, «che non ha agito per portare alla luce la grave situazione economico finanziaria in cui versa la cooperativa». Loro, i firmatari, si chiamano fuori in ogni caso: «Pur approvando il bilancio – scrivono – ci dichiariamo indisponibili a coprire in alcun modo le perdite prodotte dalla loro mala gestione».

Tribunale Al commissario nominato dal ministero spetta un compito complesso e delicato. Dentro e fuori la cooperativa c’è chi intravede ancora i margini per ricucire una realtà sfibrata da polemiche, accuse e controaccuse. Poi ci sono coloro che, numeri alla mano, non vedono altre strade possibili al di fuori della liquidazione. Importante sarà capire cosa accadrà il prossimo 17 febbraio, data entro cui dovrà essere presentata al tribunale la proposta e il piano concordatario. Non è escluso che il giudice possa decidere per un rinvio, in attesa che il commissario ministeriale prenda pieno possesso del complesso delle attività. Un passaggio atteso e dal quale si potrà comprendere qualcosa in più circa il futuro di Aidas.

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