La struttura di Collerolletta

di Marco Torricelli

Potrebbe essere un commissario, inviato dal ministero dello sviluppo economico, a decidere il futuro della cooperativa Aidas. Se la proposta, contenuta nelle valutazioni fatte al termine dell’ispezione ministeriale, sarà accettata, per almeno sei mesi la situazione di Aidas resterà congelata. E la liquidazione scongiurata.

Tutto bloccato La proposta di blocco delle attività e di nomina di un commissario determinerebbe, di fatto, l’azzeramento di tutti gli organi sociali, consiglio di amministrazione compreso (all’Aidas, peraltro, ce ne sono addirittura due, in contrapposizione) e la gestione commissariale, oltre che occuparsi delle attività di ordinaria amministrazione, dovrebbe essere finalizzata a chiarire, definitivamente, quale sia l’effettiva situazione patrimoniale, economica e gestionale della cooperativa.

Le versioni Secondo Pierino Martinelli, il consulente che fa parte del Cda presieduto da Patrizia Lo Iacono, sarebbero «dieci i milioni di debiti, contro tre di crediti correnti. Una situazione insostenibile», mentre dal fronte opposto si parla di «un valore di almeno 23 milioni, tra immobili e autorizzazioni delle Asl, nel portafoglio di Aidas». Tanto che, diceva Parizia Gregori, la presidente sfiduciata e sostituita con Lo Iacono, «proprio partendo da questi dati io avevo avviato dei contatti informali con alcuni istituti di credito, con lo scopo di avviare un percorso che potrebbe portare al salvataggio ed al rilancio di Aidas».

L’assemblea Per il 5 novembre il Cda presieduto da Patrizia Lo Iacono, che si è autodefinito «l’unico e legittimo», ha già convocato un’assemblea per «l’analisi della gravissima situazione economico-finanzaria dell’azienda», mentre «ha dato mandato alla presidente di intraprendere incontri interni ed istituzionali volti a rappresentare la difficilissima condizione dei lavoratori e dell’azienda stessa, frutto delle gestioni passate». Un’assemblea che, era parso di capire, spianerebbe la strada all’ipotesi ‘liquidazione’ della cooperativa. Ma se arriva il commissario, si blocca tutto.

Le ispezioni Per il 30 ottobre, peraltro, è attesa la relazione conclusiva di un’altra ispezione di cui è stata oggetto l’Aidas, quella dell’Associazione generale cooperative italiane (Agci) e, dalle prime indiscrezioni, sembra che i risultati a cui si è pervenuti siano molto simili a quelli dei tecnici del ministero. Insomma, anche secondo l’Agci, ci vorrebbe un commissario, per mettere in ordine le carte a fare chiarezza.

Il tribunale La battaglia legale, intanto, si fa sempre più accesa: venerdì scorso è stato presentato un esposto, poi integrato nella mattinata di lunedì, al presidente del tribunale di Terni. A presentarlo sarebbe stata la ‘fazione di minoranza’ di Aidas, cioè quella che non riconosce il nuovo consiglio di amministrazione e si oppone alla messa in liquidazione della cooperativa: nell’esposto ci sarebbe una dettagliata spiegazione di quelle che vengono definite «incongruenze e dubbi di regolarità» su molti degli atti del nuovo consiglio di amministrazione.

La presidente tace Patrizia Lo Iacono, raggiunta telefonicamente, è chiarissima: «Non faccio nessun commento, perché ho visto pubblicate cose che non mi sono piaciute». Ma, con la proposta di commissariamento, farete lo stesso l’assemblea? «Come le ho detto, non confermo nulla».

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