Foto Colonna

di Marta Rosati

Dopo ‘piazza Batman’, come è stata rinominata piazza dell’Olmo per il tendaggio nero che la sovrasta, Alessio Patalocco torna a far parlare di sé per la tensostruttura di Mamma Natale, mostra mercato organizzata dall’associazione ‘I semi del sapere’. La platea social è estremamente polemica sull’argomento: quel contenitore in piazza della Repubblica, costato poco meno di 5 mila euro, non piace e il progettista pare uscirne come ‘l’architetto incompreso’ della città, ma non tutti i mali vengono per nuocere perché se la pagina satirica Sdremmarina ci mette il carico col post ‘Noi a Terni non incartiamo i regali, incartiamo i mercatini’, al giovane Patalocco non dispiace affatto, Facebook diventa così una vetrina tanto per l’esposizione dei pezzi di artigianato quanto per il professionista, che a Umbria24 rivela: «Il commento di Sdremmarina fantastico, un po’ per l’interpretazione di quel progetto e molto perché rappresenta la sensibilità della città verso se stessa, Terni si interessa».

Tensostruttura di piazza della Repubblica Su Facebook sono in molti a parlar male del tendone temporaneo, interpretato un po’ come una nuvola e l’associazione Terni città futura scrive addirittura una nota sull’argomento: «Si tratta di uno sfregio alla città, Mamma Natale avrebbe meritato un contenitore sicuramente più decoroso e accogliente, si tratta di un mostro di plastica e sia chiaro – si legge – che parliamo solo e soltanto di estetica». Viene precisato e non è un caso; Patalocco viene infatti spesso preso di mira per la sua vicinanza agli ambienti del Pd ternano e comunque a margine della nota Città futura scrive: «Chi ci amministra non vede la bruttezza mentre con orgoglio procede al taglio del nastro». L’iniziativa, lo ricordiamo, gode della co-organizzazione della Casa delle donne e di bct ed è stata patrocinata da Regione Umbria, Comune di Terni, Camera di commercio Terni, vede anche l’importante coinvolgimento di Cna Umbria, Confagricoltura e Coldiretti Terni, oltre al supporto di Bcc Umbria e numerosi sponsor commerciali.

L’idea di Alessio Patalocco Un po’ dispiaciuto per l’ondata di commenti negativi l’architetto chiaramente lo è, e allora Umbria 24 vuole saperne di più su come sia nata la sua idea: «Sono stato contattato dall’associazione perché progettassi il contenitore di Mamma Natale, considerando la necessità di 400 metri quadrati di superficie coperta. Mi sono voluto ispirare al mercato orientale racconta – che si sviluppa attorno ad una corte centrale vuota dove si sarebbero potuti svolgere gli eventi collegati. La galleria commerciale si muove a ciambella e in qualche modo vuole essere un omaggio alla cultura gitana in chiave contemporanea, quindi realizzato con elementi che sono riciclati e riciclabili, come i tubolari da cantiere per i ponteggi e i teli di copertura utili ad esempio per le serre. La particolarità della struttura è che da qualunque la to la si guardi assume una forma differente e per questo la definirei anarchica perché legata ad un evento ma libera nelle forme. Le vie di accesso sono porte triangolari e l’impacchettamento come ha detto bene Sdremmarina, anche se voleva essere denigratorio – aggiunge – restituisce a me che l’ho progettato, l’orgoglio di aver creato qualcosa che può essere diversamente interpretato e per un architetto e un artista in generale è una cosa bellissima. L’applicazione del nastro rosso è arrivato come suggerimento e l’ho fatto mio per dare il senso delle strenne di Natale, la sera vedo la tensostruttura come una grande abatjour che illumina se stessa».

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