Il parco di Cardeto

di Re.Te.

Per chiuderlo, lo hanno chiuso. Alla fine di marzo. Per riaprirlo, si vedrà. Intanto, però, la Ciam, la ditta che si è aggiudicata la concessione che le permetterà di gestire il parco di Cardeto per 25 anni, ha presentato il progetto definitivo – forse è meglio dire quasi definitivo – in comune. Adesso, infatti, toccherà ai tecnici dire la loro.

Il progetto Alla fine dei lavori – la Ciam ci metterà un milione e 800 mila euro – Sandro Citarei, il titolare, promette che il parco sarà «totalmente nuovo, nella sua concezione, per la città». Con un «impianto di illuminazione innovativo, trenta telecamere di sorveglianza, bar e ristorante, giochi moderni e sicuri per i più piccoli, impianti sportivi e spogliatoi all’avanguardia e fruibili anche dai disabili». Oltre a «percorsi per il footing, un nuovo assetto complessivo del verde, la sistemazione del laghetto e una grande fontana all’ingresso».

Gli alberi Il maltempo e le verifiche tecniche hanno fatto allungare i tempi e i 33 alberi destinati all’abbattimento «per gravi problemi strutturali e che non rispondono alle condizioni minime di sicurezza» sono ancora lì. E siccome, per iniziare i lavori, si dovrà prima di tutto pensare a loro, i tempi si allungano ancora. La Ciam, peraltro, dovrà farsi carico, prima della riapertura, «della piantumazione di 45 esemplari di una tipologia prevista nell’apposita tabella regionale per le specie mediterranee».

Nove mesi I tempi, perché il parco di Cardeto possa tornare nella disponibilità dei cittadini, insomma, sono tutti da definire: il Comune di Terni, parla di «270 giorni», sì, ma da quando il progetto sarà licenziato definitivamente. Il problema è che i tecnici comunali possono prendersi un mese di tempo per valutare il progetto appena presentato e fare delle proposte di modifica ulteriore. Nei confronti delle quali la Ciam potrebbe, sempre con un mese di tempo, fare delle contro deduzioni. Altri due mesi di attesa, insomma, è quello che si rischia.

Il comitato La cosa non farà piacere al comitato di quartiere che già, più volte, ha avuto modo di far sentire la propria voce, sia nel confronti del comune che della ditta concessionaria: «Hanno ragione di essere preoccupati – dice Citarei – perché quello spazio verde è molto importante per il quartiere, ma io credo per l’intera città e mi sono impegnato ad organizzare i lavori in modo da metterli in condizione di poter utilizzare, presto ed in sicurezza, almeno una parte del parco».

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