di M.R.
«I canti e il suono dell’organo con la tromba stanno dando un calore alla nostra celebrazione, per scaldare il nostro cuore e vivere con intensità questa festa della Virgo Fidelis. Un appuntamento annuale che non vuole essere circostanza di routine, o semplice conservazione della tradizione ma un alto momento di riflessione, di rinnovata consapevolezza della vostra identità e funzione in questo particolare momento storico ma anche affidamento delle persone e dell’Arma a Maria Santissima, vostra patrona». Così si è rivolto ai carabinieri accorsi al Duomo lunedì pomeriggio per le celebrazioni della Santa patrona dell’Arma, il vescovo Padre Giuseppe Piemontese.
Piemontese «In questa festa si intrecciano gli sguardi di ciascuno di voi carabinieri fedeli servitori della patria, gli sguardi di tutti noi con quelli singolarissimi di Maria Santissima, madre di Gesù e vergine fedele che con benevolenza si rivolge verso ognuno di noi. Lo scultore architetto Giuliano Leonardi – ha detto Piemontese guardando l’opera riposta per l’occasione sull’altare della cattedrale -, incaricato di confezionare un rilievo raffigurante la Virgo Fidelis, la rappresenta in atteggiamento raccolto mentre alla luce di una lampada legge un libro, il libro della Scrittura, le parole profetiche dell’Apocalisse di San Giovanni apostolo ‘Sii fedele fino alla morte‘. Maria è fedele, intenta e attenta alla volontà di Dio fino alla morte e non è solo un esempio per i cristiani ma è anche conforto e aiuto per loro. Oggi vogliamo affidare a lei le vostre persone, le vostre famiglie, l’Arma intera, le speranze dei nostri concittadini e di tanti uomini e donne del mondo intero».
Attentati terroristici Nella sua predica, il vescovo ha riservato un passaggio al particolare momento di tensione che il mondo intero sta vivendo: «I timori che specie in questi giorni invadono genti di varie nazioni del globo a causa di attentati e minacce insensate; l’odio che si propaga per iniziativa di fondamentalismi irrazionali e di persone fuori di senno ci fanno respirare un clima avvelenato e mortificante». Poi ancora rivolgendosi ai carabinieri: «Anche a voi oggi è affidato il compito di proteggere e promuovere in maniera più imperante la normale, ordinata e pacifica convivenza. In questo tempo è preziosissimo il vostro servizio, compiuto con coscienza, scrupolo e fedeltà, non abbiamo mai avuto dubbi che la vostra sia una missione e vada compiuta e compresa come tale».
Giubileo «Il prossimo 13 dicembre proprio qui in questa cattedrale – ha annunciato padre Piemontese – apriremo la Porta santa per l’inizio del Giubileo della Misericordia, un anno in cui ognuno di noi può cogliere l’occasione per riconciliarsi con Dio, rinnovare la propria vita e lasciarsi avvolgere dall’amore misericordioso di Dio padre. Spesso capita che mentre trascorre il tempo e la vita trascuriamo la nostra dimensione interiore, spirituale e morale eppure sono convinto che in fondo ai nostri cuori avvertiamo un anelito di riconciliazione e di una vita più ordinata e in grazia di Dio. In questo anno siamo invitati a compiere tale passaggio; nel Giubileo Dio ci rimette tutte le nostre colpe, i nostri peccati e ogni disordine, ci dona la grazia di riunire le nostre famiglie e di pacificarci e allora lasciamo prevalere la spinta a bene al rinnovamento che il Giubileo e l’ispirazione di Dio pongono nel nostro cuore».
La benedizione «Questa festa della Virgo Fidelis che cade a ridosso dell’anno santo – ha concluso – consentitemi di rivolgervi l’invito a celebrarla singolarmente, con le vostre famiglie, all’interno dell’Arma, per purificare e rinnovare quella fedeltà che è parte della vostra missione e che oggi celebriamo. Maria Santissima benedica ognuno di voi, ricordiamo al Signore tutti i carabinieri attivi in Italia e quelli impegnati nelle missioni internazionali, i carabinieri in congedo, anziani e malati, quelli caduti in servizio, le vostre famiglie, tutti siate benedetti dal Signore e dalla Vergine Maria».
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