Il consiglio comunale

di M.R.

Se è vero come è vero che la sicurezza rappresenta uno dei temi più sentiti dai cittadini, è facilmente ipotizzabile che la reazione istituzionale alle brillanti operazioni di polizia arrivi direttamente ‘alla pancia’ della città. Altrettanto semplice, visti i recenti fatti di cronaca che hanno interessato non solo il centro di Terni ma anche zone della provincia, è credere che qualche provvedimento si renda necessario.

I DATI SULLA SICUREZZA

Sicurezza L’argomento, in verità, ha radici lontane: è dello scorso novembre l’atto presentato dal consigliere Cecconi (Fd’I), posto all’attenzione del consiglio solo lunedì pomeriggio e rinviato in commissione, con il quale si chiede al sindaco e alla giunta l’attivazione di un tavolo tecnico con la prefettura, le forze dell’ordine e le associazioni di categoria, al fine di monitorare il livello di sicurezza sul territorio e attivare le misure necessarie a garantire l’ordine pubblico, magari potenziando il corpo di polizia municipale. Per utilizzare un inglesismo, l’istituzione di una ‘task force’.

Le premesse Non avendo trovato spazio all’ordine del giorno prima dell’ultima seduta consiliare, l’atto sarebbe potuto apparire già vecchio. Ecco il motivo per cui il consigliere Cecconi argomenta abbondantemente al momento della presentazione del documento ricordando innanzitutto che l’atto risale allo scorso anno e che la linea dettata rispecchia quanto previsto dal programma politico del candidato-sindaco Crescimbeni all’epoca della campagna elettorale. «Sono dovuti arrivare elicotteri, sirene e arresti da parte della polizia, perché l’amministrazione si attivasse – afferma Cecconi -». Ed ecco che il riferimento al ‘patto per la sicurezza’ è presto servito.

Risponde il Pd La replica arriva direttamente dai banchi della maggioranza: è il capogruppo dem Cavicchioli a dire che non c’è bisogno di alcuna task force vista l’esistenza di un comitato provinciale per l’ordine pubblico. La cosa fa immediatamente storcere il naso al partito di Fratelli d’Italia che dichiara a questo punto di non trovare giustificazione al recente patto istituzionale tra comune, provincia, regione e prefettura. Dallo stesso PD, l’atto di indirizzo redatto da Burgo viaggia di pari passo con le proposte di Cecconi, anche se il democratico fa riferimento nello specifico ai furti verificatisi nelle aree cimiteriali e tira in ballo il già esistente comitato nominato dal suo compagno di partito. Vista la delicatezza del tema e i relativi emendamenti presentati dal M5s, l’atto è stato rispedito in terza commissione così come indicato dal consiglio.

Atti In verità, la sorte del rinvio è toccata a ben 4 dei 5 atti discussi, nonostante ve ne fossero un numero molto maggiore in agenda (27). L’unico documento a trovare approvazione nella seduta di lunedì, quello presentato dal consigliere del PD Piccinini riguardante la gara pubblica per individuare un operatore turistico che gestisca la struttura dell’ex ristorante ‘Merendero’, poi denominato ‘Al Covo’, sita in località Ara Marina a Piediluco. In merito all’argomento, l’assessore D’Ubaldi ha garantito che il bando uscirà nel giro di poco tempo.

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