di F.T.

A Terni non esistono opere pubbliche incompiute. Almeno secondo gli uffici comunali che, nel rispondere al quesito posto dal ministero in merito, spiegano di «aver fatto riferimento ai criteri fissati dalla legge». Intanto la giunta ‘ne prende atto’.

La vicenda Lo scorso marzo il ministero delle infrastrutture ha emanato il regolamento per stilare l’elenco italiano dei tanti lavori lasciati a metà. Obiettivo: ottenere i dati di tutte le stazioni appaltanti e «individuare le soluzioni ottimali, attraverso il completamento delle opere incompiute o il riutilizzo ridimensionato». In poche parole, ottimizzare. In Umbria, per dare seguito alla richiesta, la Regione ha incaricato l’Osservatorio regionale dei contratti pubblici per raccogliere e elaborare i dati forniti dalle varie amministrazioni.

Il Comune A Terni, la giunta si è attivata contattando tutti e sei le direzioni interessate: patrimonio immobiliare, lavori pubblici, ambiente mobilità e trasporti, urbanistica, innovazione e completamento iter in sospeso. Dei sei dirigenti, cinque hanno comunicato che, nel proprio settore, non ci sono opere pubbliche incomplete. Il sesto, in ferie, ha fatto pervenire una nota che non sembra modificare di molto lo stato delle cose. Così la giunta ha dato mandato agli uffici di comunicare l’esito della ricognizione, ovvero che «a Terni non esistono opere pubbliche incompiute».

Esempi Tuttavia avranno fischiato le orecchie a coloro che, da tempo, si chiedono che fine abbiano fatto i lavori per ultimare la fontana di ponte Garibaldi o la Casa delle musiche. Tanto per citarne un paio. La prima sarebbe sfuggita alla black-list perché inserita nel piano delle opere pubbliche, con tanto di fondi assegnati per il suo completamento, nel 2014. Per la Casa delle musiche, invece, ci sarebbe qualcosa di più concreto e nel giro di qualche mese la partita potrebbe finalmente chiudersi. Il miraggio per eccellenza – la metropolitana di superficie Terni-Cesi – non rientrerebbe invece fra le opere di competenza comunale.

«Rispettati i criteri» Renato Pierdonati, il dirigente comunale a cui abbiamo chiesto lumi circa l’assenza di ‘incompiute’ a Terni, spiega che «per i parametri di legge è così» e c’è da crederci. A questo punto, però, alcune opere – come l’aula magna della nuova facoltà di medicina – potrebbero finire nella lista di competenza della Regione. Viceversa, sarebbe naturale interrogarsi sul contenuto delle regole fissate dal ministero per stilare l’elenco.

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