'Stop omofobia' a Terni

di Francesca Mancosu

Cinquecento firme (520, per la precisione) raccolte in tre giorni. Anche Terni chiede una nuova discussione del disegno di legge contro l’omofobia appena approvato alla Camera e in procinto di passare al Senato, non senza polemiche. La loro consegna formale al senatore Pd Gianluca Rossi, è stata anche l’occasione per annunciare le iniziative dell’associazione ‘Esedomani’, promotrice della petizione.

Una legge pericolosa «La nostra- ricorda il presidente di ‘Esedomani’, Emanuele De Benedetti – è stata la prima associazione in Italia a promuovere una petizione per rimodulare il testo della legge. Così com’è rappresenta un pericolo per i diritti della comunità lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender; ndr) e potrebbe essere ulteriormente discriminante e lesivo, ma è importante parlarne perché rappresenta comunque un punto di partenza». Ad essere messo in discussione è il subemendamento al disegno di legge su omofobia e transfobia di Ivan Scalfarotto (Pd) presentato da Gregorio Gitti di Scelta civica, secondo il quale «non costituiscono atti di discriminazione le condotte delle organizzazioni di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto se conformi al diritto vigente». Che, in poche parole, equivarrebbe a dire «sei perseguibile penalmente se insulti un gay da solo, ma non se lo fai come parte di una qualsiasi organizzazione».

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Il Pd Possibilista sull’esito della discussione al Senato Gianluca Rossi, che ha promesso «un’opera di sensibilizzazione politica per la rimozione del subemendamento». L’intento, espresso dal senatore Pd, è quello di giungere comunque ad un’approvazione della legge, che in realtà è un allargamento a omofobia e transfobia della legge Mancino del 1993 che condanna l’istigazione alla violenza per motivi religiosi, etnici e razziali con pene più severe rispetto all’articolo 61 del codice penale. «Indipendentemente da quanto durerà questa legislatura – prosegue Rossi – faremo tutto quanto è in nostro potere per portare a compimento provvedimenti importanti come questo o quello sul reato di immigrazione clandestina proposto dal presidente Letta. Si tratta di atti dal grande valore politico e simbolico, riforme che devono essere condivise al di là degli schieramenti di partito».

Il coraggio Comunque vada, per Esedomani l’iniziativa segna un passo importante nella difesa dei diritti della comunità lgbt. «Un fatto impensabile solo un anno fa, quando abbiamo deciso di unire le nostre forze – commenta il responsabile socio-sanitario dell’associazione, Roberto Donati – e un ulteriore occasione per sensibilizzare la cittadinanza, che finora si è dimostrata molto aperta nei nostri confronti. Fra le nostre principali attività c’è l’accompagnamento ai test hiv, un servizio molto importante visto che a Terni ci sono oltre 160 persone in cura – e che l’Umbria è al di sopra della media nazionale per tasso di nuovi contagi – ma vorremmo organizzare delle iniziative anche nelle scuole, per parlare delle discriminazioni di cui tanti bambini sono oggetto». Inoltre, prosegue Donati, «ci stiamo muovendo per creare all’interno dell’associazione un gruppo specifico dedicato alle famiglie degli omosessuali e uno per i giovani fra i 16 e i 25 anni, per supportarli nell’affermazione della propria identità».