di Marco Torricelli
Attesa. E, sotto certi aspetti, speranza. Per quello che dirà monsignor Ernesto Vecchi, perché pare che abbia intenzione di dire cose importanti, sabato prossimo in cattedrale. L’occasione sarà la concelebrazione eucaristica per la chiusura dell’anno della fede e, per l’occasione, annuncia la diocesi, «tutte le celebrazioni nelle parrocchie saranno sospese per vivere questo importante momento della nostra vita ecclesiale».
Le domande Monsignor Vecchi potrebbe approfittare dell’occasione – qualcuno assicura che lo farà – per dare delle risposte ad una serie di domande che, nei giorni scorsi, gli sono state rivolte con una lettera, l’ennesima, accorata ed anche aggressiva, da quelli che si sono definiti «i fedeli laici della sua diocesi». Laici che hanno annunciato all’amministratore apostolico la propria intenzione di convocare la ‘consulta’ diocesana «e chiederemo a lei – gli hanno scritto – di relazionarsi con noi e darci il giusto posto dentro la diocesi».
Le denunce Perché, per la serie ‘ogni giorno ha la sua croce’ quella in atto, dentro la diocesi ternana, è ormai una battaglia senza quartiere e nella quale emergono sempre nuove indiscrezioni inquietanti. Se non sono inedite le denunce, fatte pervenire all’amministratore apostolico, di possibili connivenze ‘interne’ con le persone sottoposte ad indagini, adesso a monsignor Vecchi vengono indicati – con tanto di nomi e cognomi dei religiosi in questione – casi di «abusi sessuali su minori», vengono ricordate le «denunce per mobbing» presentate da una collaboratrice, lo «sfruttamento di lavoratori non pagati». Ma all’amministratore apostolico vengono anche indicate, sempre con nomi e cognomi dei sacerdoti, anche «una relazione molto intima» con una parrocchiana, o la storia di un «frequentatore di locali bene» e «consolatore di giovani vedove».
Carte nascoste Insomma, la richiesta che viene fatta a monsignor Ernesto Vecchi è quella di farsi dare tutte le carte, anche quelle che non gli avrebbero ancora fatto vedere e di «non fidarsi di nessuno, soprattutto di coloro che in passato hanno avuto problemi con l’insabbiamento di indagini». E, a proposito di carte, nel frattempo il tribunale ecclesiastico regionale ha avviato una completa revisione di tutte le pratiche di annullamento dei matrimoni aperte a Terni negli ultimi anni.
Teste in bilico Un quadro, quello che monsignor Vecchi è costretto a guardare, che definire ‘a tinte forti’ è una specie di eufemismo. Ma pare che qualche altra testa sia già in bilico: uno dei primi ad essere messo in discussione sarebbe l’attuale cappellano della polizia di stato, don Vincenzo Greco, che in passato è anche stato parroco a Collescipoli e che sembra destinato a seguire lo stesso percorso di don Roberto Bizzarri – i due, peraltro, sono ‘vicini di casa’, visto che entrambi vivono nei locali della Curia – sollevato dagli incarichi che svolgeva in precedenza.
Le indagini Sullo sfondo, ma nemmeno tanto, ci sono poi le indagini, relative al complesso delle vicende relative alla gestione della diocesi ternana negli ultimi anni, che non sono portate avanti solo dalla procura della repubblica locale e che sarebbero sul punto di portare a nuovi sviluppi. Mentre in Vaticano, Papa Francesco non ha ancora sciolto la riserva sulla conferma dell’ex vescovo Vincenzo Paglia alla guida del pontificio consiglio per la famiglia, pare anche in seguito alle recenti polemiche tra Paglia e l’arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, prefetto della congregazione per la dottrina della fede, proprio in relazione all’idea di famiglia, che tra i due non sarebbe proprio la stessa.
