di Marta Rosati

«Abbiamo lavorato con i muratori in casa, ho visto persino il dottor Scaccetti col martello in mano, ma questo è frutto di una sinergia fondamentale per il raggiungimento di tutti gli obiettivi ambiziosi che ci siamo posti per questo 2015». Così il direttore dell’azienda ospedaliera Santa Maria, Andrea Casciari, alla inaugurazione dei rinnovati locali del centro trasfusionale e della nuova tac al pronto soccorso. La ristrutturazione dell’uno è costata 350 mila euro, l’installazione del macchinario 480 mila. Risorse in parte provenienti dal fondo sanitario regionale, in parte donate dalla fondazione Carit.

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2015 Come annunciato dallo stesso Casciari questo è l’anno della trasformazione per l’ospedale di Terni e quindi l’acquisizione di nuova attrezzatura e la riorganizzazione del servizio immunotrasfusionale sono solo due tessere di un ricchissimo mosaico di potenziamento tecnologico e funzionale dell’intera struttura. «Un progetto complesso – ha detto la governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini – che pian piano si compie grazie alla capacità da parte della Regione, di gestire le risorse finanziarie». Al Santa Maria si sta procedendo anche al rifacimento delle facciate e dei poliambulatori, all’interno della struttura è stata attivata la farmacia dell’Usl.

Tac Ringraziata fortemente dal direttore ospedaliero la fondazione Carit che con 480 mila euro ha permesso l’acquisto della tac di alta gamma già installata al pronto soccorso e funzionante. Il presidente Fornaci: «Siamo gli uomini del fare». L’apparecchiatura – spiegano dal nosocomio – è estremamente rapida nell’esecuzione degli esami ed è dotata di software diagnostici all’avanguardia, particolarmente adatti per le indagini in emergenza con immagini sempre di altissima qualità. La nuova Tac – si legge nella nota dell’azienda ospedaliera – è  caratterizzata dalla presenza di 64 strati di detettori e permette di esaminare in pochi secondi ogni distretto corporeo, cuore incluso. Non fa alcuna differenza se nel macchinario entra un bambino o un adulto obeso: la macchina in un’unica scansione, peraltro a bassa dose radiante, è capace di coprire una superficie corporea di di 2 metri in soggetti di oltre 200 chilogrammi.

Sit La struttura complessa di immunoematologia e trasfusionale è stata invece consegnata all’indomani di un processo di ristrutturazione e riorganizzazione da 350 mila euro, finanziati dalla Regione Umbria, che hanno permesso di rinnovare i locali dedicati al servizio, rendendoli più omogenei ed accoglienti, sia per i donatori di sangue che per i medici che vi lavorano. Tutti gli impianti elettrici ed informatici sono stati rifatti e sono state installate nuove apparecchiature per la refrigerazione delle sacche di sangue. «La Regione Umbria – ha detto il direttore del Sit Scaccetti – ha permesso l’istituzione del centro di raccolta cordonale. Questo permetterà l’organizzazione di raccolta, trasporto, stoccaggio e screening del sangue raccolto nei vari punti nascita, per la successiva conservazione presso una banca extra-regionale.

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