Le 'nubi' su Prisciano

Dopo oltre un anno e mezzo di ‘buio’ si potrà finalmente sapere che aria ‘tira’ a Prisciano, dove i problemi ambientali non mancano e la questione è particolarmente sentita. Da qualche giorno è tornata infatti a funzionare la centralina tanto attesa, quella per il monitoraggio della qualità dell’aria.

A comunicarlo è Arpa Umbria che dopo aver ottenuto il comodato d’uso gratuito dell’impianto, installato dalla Tk-Ast, curerà la manutenzione e la validazione dei dati ambientali. «La centralina – spiegano dall’agenzia regionale per l’ambiente – fa parte della rete industriale di monitoraggio e ha lo scopo di controllare l’impatto del polo siderurgico sulla qualità dell’aria». Il costo annuale di gestione, pari a 36 mila euro, verrà sostenuto da Ast.

Gli inquinanti Le rilevazioni ‘automatiche’ sono quelle relative alle polveri sottili (pm10 e Pm 2,5) e agli ossidi di azoto. Le analisi chimiche relative a metalli, idrocarburi policiclici aromatici e diossine – sia sul Pm10 che sui tassi di deposizione – verranno effettuate direttamente nei laboratori Arpa.

Primi dati Ad agosto l’impianto ha rilevato i dati in quattro dei primi otto giorni del mese. Segno, forse, che il rodaggio è ancora in corso. I primi numeri – ovviamente parziali – sembrano incoraggianti, con il biossido di azoto al di sotto dei valori limite così come le poveri fini, comprese fra i 9 e i 16 microgrammi per metro cubo d’aria. Primissime cifre a cui ne faranno seguito altre, incluse quelle sulle diossine elaborate direttamente da Arpa.

Le altre centraline Sempre nei primi otto giorni di agosto le centraline della rete ‘ufficiale’ Arpa – quelle di borgo Rivo, via Carrara e Le Grazie – non hanno rilevato particolari anomalie. L’unico dato in crescita, con l’aumento delle temperature, è quello relativo all’ozono che ha superato la soglia-limite nella zona di borgo Rivo e in via Carrara.