di Fra.Tor.

La montagna sarà di nuovo protagonista in città, dal 23 al 26 gennaio, nella sesta edizione della rassegna ‘Vette in vista’. L’iniziativa è organizzata dall’associazione ‘Stefano Zavka’ nata dalla passione di amici e parenti dell’alpinista ternano che ha sacrificato la sua vita, nel 2007, durante una spedizione sul K2.

La sesta edizione «’Vette in Vista’ – ha spiegato Rita Zavka a nome dell’associazione – intende presentare al pubblico e ai molti appassionati, film, ospiti, mostre, attività per le scuole e tanti spunti di riflessione». Quattro giornate piene, ognuna con un tema particolare: «Giovedì al centro dell’attenzione – ha detto poi Claudio Costantini, presidente del Cai di Terni – le genti delle ‘Terre alte’, venerdì l’esplorazione, sabato l’alpinismo e domenica, oltre alla consueta escursione, spazio al concorso sulle opere video di montagna».

Il confronto «L’edizione 2014 – hanno aggiunto gli organizzatori – presenta un taglio legato proprio al confronto tra stili e tempi diversi, esplorazioni che vanno oltre la tecnologia per ritornare a un rapporto più profondo con la terra, luoghi e genti delle terre alte del mondo che nelle diversità si somigliano». Vette in Vista « è una grande occasione di confronto sulle culture di montagna di tutto il mondo», è intervenuto l’assessore comunale alla cultura Simone Guerra. «Una manifestazione che è ormai diventata un punto di riferimento anche al di fuori della nostra regione e che testimonia il grande legame tra la nostra comunità e la montagna, dimostrato anche da personaggi come Stefano Zavka e Valentino Paparelli».

Giovedì L’avvio del festival è previsto per giovedì 23 gennaio con la serata ‘Terre alte: i luoghi e le genti’, dedicata al socio fondatore dell’associazione Stefano Zavka e Valentino Paparelli, appassionato frequentatore di montagne scomparso lo scorso anno. Ospiti dell’incontro Annibale Salsa, antropologo e past president del Cai e Carlo Alberto Pinelli, regista, scrittore e alpinista.

Venerdì In cartellone, per la mattina di venerdì 24, un incontro con le scuole attraverso esperienze di boulder. «L’attività dedicata ai ragazzi diventa attiva grazie ai pannelli boulder montati nella piazza del Caos che permetteranno agli studenti di cimentarsi con giochi di movimento ed equilibrio». Il pomeriggio sarà, invece, completamente dedicato alla proiezione di film provenienti dall’ultima edizione del ‘Trento film festival’. L’incontro di venerdì sera, infine, con il geografo-esploratore Franco Michieli e il giornalista Roberto Mantovani condurrà il pubblico in un viaggio nella nuova esplorazione, senza mappe, senza strumenti.

Sabato «Quanto appreso durante la serata di venerdì, potrà essere messo in pratica nell’escursione durante la mattinata di sabato 25 gennaio, ‘Diventare esploratori’, dedicata alle scuole e a quanti vorranno mettersi alla prova. In compagnia di Franco Michieli per imparare a leggere la terra, il cielo e i loro eventi, scoprendo come ci si può orientare in luoghi sconosciuti». Sabato pomeriggio, invece, sono in programma le proiezioni di due film e la presentazione di un libro. In serata le testimonianze dirette nell’incontro-confronto ‘Alpinismo ieri e oggi, protagonisti a confronto’, tra Igor Koller alpinista ceco degli anni 70-80 e la giovane guida alpina Andrea Di Donato.

Domenica Per l’ultima giornata, domenica 26, appuntamento alle 08.30 per il trekking ‘Da Castel di Lago alla Madonna dello Scoglio’ a cura della sezione Cai di Terni. Gli appuntamenti pomeridiani saranno introdotti dal coro ‘Terra Majura’, per proseguire con la proiezione e premiazione dei lavori partecipanti alla 3′ edizione del ‘Concorso per opere video di montagna’. A fare da corollario agli appuntamenti della rassegna, nella sala Ronchini del Caos, la mostra fotografica ‘Primi 900, le Alpi in 3D’. All’interno del festival anche un’esposizione di libri di montagna, guide e carte a cura della libreria Alterocca di Terni.

Stefano Zavka Il 20 luglio del 2007, durante la fase di discesa dopo aver raggiunto la vetta del K2, l’alpinista ternano ha dato la precedenza ad un altro componente della spedizione, che era stato colpito da un principio di congelamento. Mentre tentava di raggiungere uno di ‘campi base’ è stato sorpreso da un’improvvisa e violentissima bufera. Da allora risulta disperso sul K2 e sul memorial Gilkey, il grande cumulo di pietre che raccoglie le spoglie dei caduti sulla montagna, è stato deposto un piatto con inciso il suo nome. Aveva 35 anni.

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