Monsignor Ernesto Vecchi

di Marco Torricelli

Il piglio è quello di sempre: deciso e risoluto. L’abilità nel ‘parlare con gli occhi e con i gesti’, pure. Monsignor Ernesto Vecchi, l’amministratore apostolico della diocesi di Terni, non è uno che si fa cogliere impreparato e, quindi, gioca d’anticipo.

Il terreno Mentre parla del festival cinematografico ‘Popoli e religioni’, monsignor Vecchi trova il modo di inserire il tema che, lui lo sa bene, suscita il maggiore interesse: «Non sono arrabbiato – dice quando si accorge di aver alzato un po’ la voce – ma questa cosa non mi sembra giusta». Si riferisce alla proposta che gli è stata appena fatta «di espropriare un terreno della diocesi, che si trova nell’area su cui sorgerà la ‘piastra logistica’, ad un prezzo che non ritengo congruo. Quel terreno vale 800mila euro – scandisce – e loro ce lo vogliono pagare meno di un quarto. Come se non avessimo già abbastanza problemi economici».

Le banche Ecco, i problemi economici: «Inutile che vi ripeta che ci sono e, anche se a qualcuno non piace – si riferisce alla lettera che gli hanno inviato alcuni fedeli laici – ripeto che non è la fine del mondo. Ci stiamo lavorando e li stiamo anche risolvendo. Con il Monte dei Paschi di Siena, intanto, abbiamo raggiunto un accordo per una transazione. Loro ci sono venuti incontri, tagliando una parte dei debiti e noi li paghiamo cash. Stessa cosa che proponiamo a tutte le altre banche, che si stanno mostrando sensibili e attente».

Altre storie Ma le grane sono anche altre, tipo quella relativa a don Vincenzo Greco che, adesso è ufficiale, è stato sollevato da alcuni incarichi che ricopriva tipo quello di cappellano della polizia di stato : «La verità – dice monsignor Vecchi – è che di fatto non c’è mai stato un cappellano (anche se così era indicato sul sito internet della diocesi; ndr), ma è vero che su quel sacerdote stiamo riflettendo e valutando bene. Ma senza correre dietro a voci tutte da verificare e, soprattutto, senza emettere sentenze a priori».

I tempi Trattative e problemi da risolvere che, probabilmente, potrebbero portare ad un ulteriore allungamento della sua permanenza a Terni: «Di solito queste missioni durano un anno – spiega monsignor Vecchi – ma credo che la mia possa essere un po’ più lunga. Sono arrivato a febbraio e, quindi, magari resto fino alla prossima Pasqua». Se tutto va bene, perché le previsioni annunciano una nuova buriana in arrivo, dalle parti di piazza del Duomo.

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One reply on “Terni, monsignor Vecchi e i debiti della diocesi: «Le banche accettano le transazioni»”

  1. E va beh, non sarà la fine del mondo, un bello studio debiti e via. Anche uscire dai debiti con le finanziarie sarà uno scherzo. Hai capito il monsignore 🙂

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