di Marco Torricelli
Di sicuro pensava di festeggiare i 50 anni di sacerdozio in maniera diversa, monsignor Ernesto Vecchi. Invece gli è capitata, tra capo e collo, la faccenda della Diocesi di Terni. Ma lui sembra averla presa bene.
La ricorrenza «Il 25 luglio prossimo sono 50 anni da che il cardinale Giacomo Lercaro mi ha ordinato sacerdote – scrive l’amministratore apostolico diocesano, in una lettera aperta ai fedeli – e celebrerò questo evento con quanti vorranno unirsi a me, giovedì 25 luglio, nella cattedrale di Terni, alle ore 18.30», e che vuol condividere, in modo particolare «con i sacerdoti miei coetanei nel sacerdozio: i monsignori Antonio Maniero, Giorgio Brodoloni, Gianni Colasanti e don Samuele Vuillermoz».
La precisazione Però c’è una spina che lo infastidisce, a monsignor Vecchi. E vuole proprio togliersela, per «chiarire un malinteso che ha suscitato in qualcuno una certa perplessità: la nomina di don Franco Fontana a moderatore della curia. Questa mia iniziativa, condivisa dalla conferenza episcopale umbra e presentata al segretario di stato, il cardinale Tarcisio Bertone (che è un salesiano come don Franco) dallo stesso presidente, monsignor Gualtiero Bassetti, è stata approvata dalla Santa Sede, proprio per un particolare riguardo alla nostra chiesa». Tanti nomi e riferimenti, quasi a voler ribadire che si tratta di una decisione maturata con calma e ampiamente condivisa.
La difesa Don Franco Fontana, specifica monsignor Ernesto Vecchi, «non sostituisce nessun ruolo ecclesiale ora in atto, ma va considerato un aiuto diretto alla mia persona, perché io possa svolgere al meglio il mio servizio di amministratore apostolico. Qualcuno – che dovrà rendere conto a Dio della sua malafede – ha messo in giro notizie malevoli su don Franco. La verità – a me fatta conoscere dall’interessato prima della sua nomina – è questa: don Franco, quando ricopriva il ruolo di Vicario dell’Ispettore fu accusato di ‘favoreggiamento’ in una causa per molestie sessuali contro un sacerdote salesiano. Il Tribunale di Milano ha assolto don Franco ‘perché il fatto non sussiste’».
Promessa o minaccia? «Cerchiamo di non morderci gli uni con gli altri, come scrisse a noi vescovi Benedetto XVI° – ricorda l’amministratore apostolico – se vogliamo mantenere viva la nostra ricca e bella tradizione ecclesiale e se vogliamo contribuire a risolvere i nostri problemi, che – grazie a Dio – non sono la fine del mondo. Qualcuno pensa che la mia assenza domenicale sia un problema: è vero, ma questa mia scelta fu presa nella convinzione che il mio servizio durasse tre o quattro mesi. Se ora le cose dovessero prolungarsi il ritmo della mia spola con Bologna potrà essere modificato. Con la ripresa del nuovo anno pastorale, se ci saranno impegni domenicali a Terni, avranno la precedenza».
La precarietà Perché il vero problema, conclude monsignor Vecchi, «è la necessità di uscire da una precarietà economica e pastorale che richiede l’impegno di tutti. Non è tempo dei mugugni e dei sospetti, ma della carità pastorale vissuta». Sulle altre vicende personali di membri della Diocesi, venute alla luce di recente ed ancora oggetto di indagini, nemmeno una parola. Forse non è un caso.
