«Il consiglio comunale sul servizio di refezione scolastica è un risultato ottenuto per la città. Non era un obbligo di legge né di regolamento ma siamo riusciti ad averlo, restano questioni in sospeso però, vogliamo portarle in seconda commissione». Così il comitato Servizi educativi comunali commenta il dibattito di mercoledì pomeriggio sulle mense scolastiche, discussione senza voto finale, giusto una presa d’atto delle linee che, come hanno spiegato l’assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi e il sindaco Di Girolamo, hanno guidato dirigenti e giunta nella stesura del capitolato d’appalto sul quale , secondo il Cosec «ci sono diverse ombre».
Cosec Terni Quello che i membri del comitato non riescono proprio a digerire è che la refezione scolastica sia affidata in concessione: «Così si privatizza tutto il servizio, inclusa la riscossione delle rette, per le quali non è stata fatta la rimodulazione delle fasce Isee; chi sta in soglia di povertà – scrivono – non può pagare 41,40 euro mese il disagio non può attendere. L’altro punto è il regolamento che istituisce la commissione Mensa cittadina. Questa o ha un ruolo forte oppure non ha ragione di esistere; se si pensa di trasformarla in un organo fine a se stesso – tuonano – toglietela dal capitolato».
Comitato confida nel consigliere Francesco Filipponi «Concordiamo con le parole del presidente della seconda commissione, quando afferma che capitolato, rimodulazione fasce Isee e regolamento per l’organismo di controllo pubblico sulle mense sono tre percorsi paralleli ma che devono chiudersi insieme e in fretta. Invitiamo Filipponi a portare in commissione le nostre proposte a riguardo». Intanto per altri aspetti il Cosec esulta: «Bene il mantenimento delle cucine in loco, e dei piatti in coccio».
