Marco Pucci

di Marco Torricelli

Chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Si dice. E siccome la cortesia non gli manca, Marco Pucci ha accettato di raccontare cosa lo ha portato a decidere di lasciare, dopo 28 anni, quella che lui chiama ancora «la Terni» o «la nostra azienda». Insomma l’acciaieria.

Nuove sfide La motivazione principale, garantisce, è quella della ricerca di nuove sfide professionali: «Dopo due anni da amministratore delegato (il Cda lo aveva confermato solo pochi giorni fa nell’incarico; ndr) molto impegnativi, perché di fatto Terni si è autogestita, e che hanno portato ottimi risultati, ho pensato che fosse il momento giusto per prendere in esame le proposte che mi erano arrivate da altri importanti soggetti industriali.

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Piano industriale Nega con decisione, Pucci, che la sua decisione sia in qualche modo legata a quello che sarà il piano industriale che – pare il 17 del mese – Tk-Ast presenterà ufficialmente, ma quando dice che «non lo si conosce ancora», alimenta il dubbio che su quel piano lui non abbia potuto incidere più di tanto. E questo non è un buon segno. Ovviamente se l’interpretazione è giusta.

Le prospettive Su un punto, l’ormai ex amministratore delegato di Ast, è chiaro: «Quella che lascio in eredità a chi mi sostituisce – dice, e il segnale a Lucia Morselli, che prende il suo posto, lo è altrettanto – è un’azienda che ha dimostrato di saper superare anche momenti molto delicati, tanto che a maggio il bilancio era in attivo. Ora occorre consolidare il trend».

Le istituzioni Ma un messaggio Marco Pucci lo invia anche alla ‘classe dirigente’ «intesa, specifica, nel senso più ampio. Uno dei problemi principali con i quali ci siamo sempre trovati a dover fare i conti – dice – è quella della diversa velocità a cui operavamo noi, rispetto a quella delle istituzioni e delle categorie. Un’accelerazione, su temi quali le infrastrutture e le misure di sostegno alle imprese è indispensabile».

I sindacati Le dimissioni di Marco Pucci, per i cinque sindacati dei metalmeccanici ternani, «rappresentano un ulteriore elemento di criticità e di incertezza rispetto alle future sorti del sito siderurgico ternano sul quale, ancora oggi, non c’è chiarezza rispetto all’assetto industriale, impiantistico ed occupazionale futuro».

Il nuovo Ad Nella serata di giovedì, intanto, il nuovo amministratore delegato, Lucia Morselli, è stata presentata ai rappresentanti dei sindacato, reduci dalla manifestazione che si era svolta nel pomeriggio e dall’incontro con il sindaco e i capi gruppo in consiglio comunale.

Prime impressioni L’incontro, dicono i sindacati, «è stato interlocutorio e di presentazione. La dottoressa Morselli ha precisato che Terni è una realtà industriale, economica, produttiva ed occupazionale diversa da altre realtà nelle quali lei ha già operato. In questo senso, la stessa dottoressa Morselli ha fornito delle prime rassicurazioni con le quali ha esplicitato che il lavoro che farà in Ast è completamente diverso da quello fatto ad esempio in Berco e che tutto sarà discusso e condiviso con la rappresentanza dei lavoratori».

Le richieste Nel corso dell’incontro i sindacati hanno avanzato le loro richieste: «Vogliamo aver chiaro – dicono – quale è il progetto industriale che Tk vuole attuare su Terni e riteniamo essenziale il nostro coinvolgimento nella discussione e preparazione del nuovo piano industriale». Misureranno, proseguono «attraverso le azioni che il nuovo A.D. promuoverà, l’effettiva coerenza di quello che ci è stato detto verbalmente e quello che concretamente realizzerà» e ribadiscono che «dal punto di vista dei sacrifici abbiamo già dato e questo tessuto industriale non può perdere ulteriori posti di lavoro».