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Due interventi ad alta complessità, perfettamente riusciti. Sono quelli che hanno consentito di reimpiantare una mano e un dito, amputati rispettivamente a un 23enne di Terni e a un 54enne di Narni. L’equipe di chirurgia della mano, diretta dal professor Maurizio Altissimi, si conferma così ai vertici della sanità regionale grazie alle competenze che lo staff è in grado di mettere in campo, anche in situazioni – come nei due casi più recenti – di particolare urgenza.

Mano amputata L’ultimo intervento in ordine di tempo è stato eseguito su un giovane operaio ternano – 23 anni appena – che lo scorso 24 febbraio ha subito un serio infortunio sul lavoro. La sua mano è rimasta intrappolata in un macchinario utilizzato nella miscelazione di mangimi che ne ha causato l’amputazione, con gravissime lesioni vascolari, nervose e scheletriche, oltre a una grave emorragia.

L’operazione Il giovane è stato prontamente sottoposto a un lungo e complesso intervento chirurgico dai medici del reparto di chirurgia della mano (dottori Braghiroli, Talamelli e D’Abbondanza) e dai dottori anestesisti De Masi e Scarcella. L’intervento, in cui sono state utilizzate avanzate tecniche microchirurgiche, ha consentito di ristabilire la circolazione sanguigna e di riparare tutte le strutture vitali per il funzionamento della mano (arterie, vene, ossa e nervi). Il ragazzo verrà dimesso nei prossimi giorni. Il suo circolo arterovenoso è stabile e si può prevedere nei prossimi mesi un soddisfacente recupero funzionale.

Dito reimpiantato Lo scorso 15 febbraio un altro complesso intervento di microchirurgia aveva consentito di reimpiantare il pollice completamente amputato di un uomo di Narni di 54 anni che si era infortunato mentre tagliava la legna. Anche nei casi in cui sono vengono coinvolte le dita, è necessario riparare arterie, vene e nervi di dimensioni microscopiche.

Numeri La struttura di chirurgia della mano dell’ospedale di Terni è in grado di eseguire oltre 1.300 interventi chirurgici all’anno. Circa il 30% di questi, sono riconducibili a lesioni traumatiche (fratture, lesioni tendinee, nervose, vascolari e cutanee). Gli interventi di alta specialità eseguiti in urgenza per lesioni complesse e reimpianti sono oltre 100 l’anno e riguardano per la maggior parte pazienti provenienti da fuori regione. Oltre il 50% di queste lesioni sono causate da infortuni sul lavoro.

Il direttore «Quello di Terni – afferma il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Andrea Casciari – è l’unico centro umbro di chirurgia della mano. La struttura richiama pazienti dall’intero territorio regionale ed è punto di riferimento anche per il centro Italia per l’alta specialità e per le prestazioni di pronto soccorso, per le quali lavora in pronta reperibilità h24, come dimostrano anche i due interventi di reimpianto eseguiti nei giorni scorsi».

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