Il personale dei servizi educativi comunali alza gli scudi a difesa del sistema scolastico comunale e dichiara lo stato di agitazione: «La giunta – tuonano – ritiri la delibera numero 25 del 24 febbraio scorso».

Servizi educativi comunali Nel mirino il documento col quale l’amministrazione comunale ha dettato le linee di massima della riorganizzazione scolastica e della relativa refezione. Prevista la statizzazione di alcuni istituti, la chiusura delle sedi minori e l’attivazione di un tavolo partecipativo convocato giovedì per il 24 marzo prossimo. L’assemblea delle rsu, il 17 ha deciso di proclamare lo stato di agitazione di tutto il personale dei  Servizi  educativi  comunali. Gli operatori stanno inoltre progettando di realizzare una manifestazione pubblica cittadina «per portare alla luce – dichiarano – le condizioni di gravi problematicità che i servizi attraversano e contemporaneamente gli alti livelli qualitativi che tutt’ ora esprimono, al fine di percorrere tutte le vie possibili in difesa e salvaguardia  dei  Sec.

Mense scolastiche Rispetto alla delibera di giunta il personale spiega: «Da tale atto risulta evidente, precisa e dettagliata,  la volontà dell’amministrazione di depotenziare qualitativamente e quantitativamente l’offerta delle scuole dell’infanzia comunali, a fronte dell’assenza di un  progetto di ampliamento dei servizi per bambini della fascia di età 0-3 anni, con l’aggravante dei continui riferimenti, presenti anche  nel  Dup,  ai  servizi educativi privati». Nell’occhio del ciclone di nuovo anche la refezione scolastica: «Nella Delibera  in  questione  si  istituisce  un  gruppo  di lavoro misto (che, per inciso, deve concludere i propri lavori entro e non oltre il mese di marzo 2016 e si riunirà per la prima volta solo il 24 marzo prossimo), per i Servizi educativi – commentano – si prefigura l’ennesima riorganizzazione  effettuata  senza alcun percorso di partecipazione con il personale e con le famiglie che ne usufruiscono.

Politiche scuola Cosa  ancora  più grave – aggiungono – è  l’affermazione,  presente  nell’atto di  giunta, di voler procedere alla riorganizzazione ‘evitando nuove assunzioni’, pur essendo venuto   meno,   con   la       sentenza    della   Corte ogni impedimento per i Comuni cattivi creditori. La comunicazione porta la firma delle Rsu Fp-Cgil, Fp-Cisl, Uil-Fpl, Csa e Usb.