Enrico Melasecche

di M. To.

Il tono è gentile e rispettoso. Quasi ossequioso. Ma il contenuto della missiva somiglia ad una stilettata, nei confronti di un dirigente comunale e di chi gli ha assegnato l’incarico. Soprattutto perché fa riferimento alle responsabilità riconducibili al Nop, il nucleo nucleo operativo per la prevenzione della corruzione.

Aronica Destinatario della lettera è il segretario generale del Comune di Terni,  Giuseppe Aronica, mentre il mittente è il capogruppo dell’Udc in consiglio comunale, Enrico Melasecche, che fa riferimento alla «gran parte degli atti di competenza del dirigente apicale dell’assessorato ai lavori pubblici», chiedendo ad Aronica «nella sua veste di segretario generale, con le attribuzioni anche di responsabile del Nop», di chiarire un quesito.

Il caso  Secondo Melasecche, che precisa come la sua richiesta «riguarda, non certo la persona» che ricopre l’incarico a cui si fa riferimento, a cui «va il massimo rispetto», ma le funzioni che gli sarebbero state «attribuite dalla direzione del personale, chiamandolo a ricoprire, senza titolo di studio adeguato né conoscenze professionali tecniche, uno dei ruoli più delicati di dirigente tecnico del Comune».

Le delibere Tale figura professionale, ricorda Melasecche, «è sempre stata ricoperta da ingegneri, talvolta da architetti, laureati e con un curriculum professionale sempre all’altezza del compito, perché la firma in tutte le delibere che necessitano del ‘parere tecnico’ presuppone non solo l’assolvimento della pura forma nell’apposizione di una qualsiasi sottoscrizione, in quanto quella firma ha un valore particolare, a garanzia anche di chi poi andrà a deliberare in giunta ed in consiglio».

Il discrimine Secondo il capogruppo dell’Udc, infatti, presupposto essenziale per ricoprire tale incarico «ritengo sia la capacità di assolvere preventivamente a tutte le funzioni connesse, da quella di far parte della commissione che attribuisce i punteggi alle ditte che partecipano ad una gara non al massimo ribasso, come prevede un atto di indirizzo del consiglio comunale, onde evitare poi di incorrere con molta maggiore probabilità, come avviene di frequente, a ricorsi, a perizie di variante, a sospensione dei lavori, comunque a danni anche rilevanti per l’amministrazione; ma ancora a quella eminentemente tecnica di giudicare la congruità di un progetto che sia stato elaborato all’interno o, a maggior ragione all’esterno del Comune; a quella infine di esercitare l’altra funzione essenziale insita del ruolo: valutare il personale tecnico posto alle proprie dipendenze unitamente al dovere e potere di indirizzo e di controllo dello stesso».

La critica E secondo Melasecche – ed ecco la stilettata – quel dirigente non va bene: «Ogni qualvolta occorre rappresentare le ragioni di un atto, spiegandolo ai consiglieri, la presenza richiesta del dirigente avviene con la compresenza di un suo sottoposto che interviene in sua vece, quando non si rimedia all’evidente imbarazzo con l’assenza».

La polemica Le ragioni che hanno portato «a tale incredibile scelta – rincara la dose il consigliere di opposizione – sembra siano dovute a dissidi interni alla dirigenza ed alla politica del personale all’interno dell’ente, che pure avrebbe personale in grado di assolvere a tali incombenze, mentre l’attuale scelta causa anche un presumibile imbarazzo per coloro che si trovano ad operare con tale dirigente, oltre a ritenere ragionevolmente che possano prodursi irregolarità e causare problemi con conseguenze negative facilmente immaginabili anche di tipo economico».

La richiesta Il segretario generale e responsabile del Nop, quindi, viene inviato a ad esprimersi «sulla correttezza delle delibere sottoscritte come tecnico da quel dirigente, che tecnico non è, nonché la sua valutazione in merito alla opportunità di mantenerlo in quella posizione, non da un punto di vista di scelta politica, ma da quello della funzionalità dell’ente anche in base a quei criteri del ‘pater familias’ e dell’interesse generale che dovrebbero sempre orientare le scelte di una pubblica amministrazione».

Cos’è il Nop Il nucleo nucleo operativo per la prevenzione della corruzione è stato istituito a giugno 2013 ed è composto da dirigenti e dipendenti del comune di Terni, in possesso di competenze in tutta una serie di materie (appalti, contabilità, edilizia privata, concorsi pubblici). Nop e piano anticorruzione si inseriscono nel percorso stabilito dalla legge 190 del 2012 che punta a contrastare la corruzione all’interno della pubblica amministrazione.

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